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Girasole
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Gabriele Bindi

Viviamo troppo negli spazi chiusi e ci esponiamo poco alla luce. In Europa un grave deficit di vitamina D, che aumenta il tasso di mortalità. A rischio gli anziani. Non solo osteoporosi, ma anche diabete, tumori e infezioni…

È come se vivessimo nelle caverne. Chiusi nei nostri uffici e appartamenti, se ci allontaniamo dalla luce solare, ci allontaniamo anche dalla salute. Ma adesso che arriva la bella stagione dovremmo approfittarne, perch secondo un rapporto dell’European Menopause and Andropause Society, dal 50 al 70 per cento della popolazione europea ha un deficit di vitamina D.

Secondo il coordinatore del team di ricerca Perez-Lopez “basterebbero 15 minuti all’aperto tre o quattro volte alla settimana, quando il tempo lo permette, per produrre quantità sufficienti di questa vitamina”, spiega Faustino Perez-Lopez, coordinatore del gruppo di studio. La quasi totalità di questa vitamina infatti non viene assunta attraverso i cibi, ma per il 90 per cento della vitamina D viene sintetizzata nella pelle, in conseguenza all’esposizione al sole.

Secondo alcune ricerche molte malattie, fra cui diabete, tumori, infezioni e patologie cardiovascolari, sembrano peggiorare se c’è un deficit di questa vitamina.

La sua carenza si fa ancora più rischiosa per le donne in menopausa in quanto aumenta considerevolmente il rischio dell’osteoporosi.

Un recente studio  che sta per essere pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism (JCEM), organo della Società Americana di Endocrinologia, rivela che la maggior parte delle pazienti anziane ricoverate in istituti presenta una grave carenza di vitamina D, cui corrisponde un aumento del tasso di mortalità. L’assunzione della vitamina D negli anziani è dunque molto importante, perché la carenza di tale vitamina in questa fascia della popolazione rappresenta il principale fattore di rischio per le malattie dello scheletro.

“I nostri risultati mostrano che la stragrande maggioranza dei residenti delle case di riposo  é gravemente carente di vitamina D e, inoltre, che quelli con i più bassi livelli di vitamina D sono ad alto rischio di mortalità”, ha spiegato Stefan Pilz, ricercatore alla Medical University di Graz, in Austria, e primo autore dello studio. “È necessario un intervento urgente per prevenire e curare la carenza di vitamina D”, ha aggiunto lo studioso.

Fonte: www.aamterranuova.it

 

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