Home»World News»America Latina»Brasile accusa Samsung per le condizioni di lavoro a Manaus

Lavoratori a Manaus
Lavoratori a Manaus

Riccardo Campaci

I lavoratori brasiliani di Samsung sarebbero sottoposti a condizioni di lavoro inumane a Manaus: questa l’accusa del Ministero del Lavoro carioca a Samsung.

Samsung dovrà affrontare una causa legale da parte del governo del Brasile che chiede un risarcimento danni pari a circa 108 milioni di dollari a causa delle pessime condizioni di lavoro cui sono sottoposti i lavoratori brasiliani di Samsung nelle linee di montaggio brasiliane della società tecnologica sud coreana.

Secondo quanto riportato dal sito Reporter Brasil, il Ministero del Lavoro del Brasile ha riscontrato serie violazioni dei diritti dei lavoratori brasiliani di Samsung presso la fabbrica di Manaus, tra cui dipendenti che lavoravano fino a 15 ore di lavoro al giorno e pause insufficienti, con regimi di lavoro che possono durare a 10 ore consecutive o 27 giorni consecutivi senza interruzione.

I procuratori sostengono che nel 2012 più di 2.000 lavoratori brasiliani di Samsung hanno sofferto problemi di salute come, per esempio, diverse lesioni alla schiena, che sono state collegate alle pessime condizioni di lavoro nello stabilimento.

Samsung si è detta pronta a cooperare con le autorità brasiliane:

Una volta ricevuta la denuncia in questione, condurremo un esame approfondito e in piena collaborazione con le autorità brasiliane. Ci teniamo a fornire un ambiente di lavoro che assicuri i più elevati standard del settore della salute, la sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti in tutto il mondo. 

Molte aziende hanno aperto importanti filiali a Manaus in vrtù della proclamazione di una zona della città come zona franca, che ha consentito l’espansione industriale della cittadina, che ospita oggi anche stabilimenti di Nokia, Siemens, Sagem, Gradiente e BenQ-Siemens oltre a Samsung.

Non è la prima volta che Samsung incappa in guai legati alle condizioni di lavoro proprio in Brasile: già nel 2011 è stata processata sempre per le stesse problematiche legate ai lavoratori brasiliani ed è stata condannata a pagare una multa pari a circa 200.000 dollari. L’azienda inoltre è stata anche accusata di sfruttare il lavoro minorile in Cina e ha dovuto affrontare una raffica di azioni legali in Corea del Sud da parte dei lavoratori, per risarcimento nei confronti dei lavoratori che hanno dovuto affrontare pericoli per la salute negli stabilimenti dell’azienda.

Fonte: www.macitynet.it

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