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Scoppio della fabbrica di fuochi d'artificio
Scoppio della fabbrica di fuochi d’artificio

Al momento il bilancio è di un morto, sei feriti e tre dispersi. Ma per questi ultimi sono gli stessi soccorritori del 118 a dire che non c’è più speranza di ritrovarli vivi. Non solo. La situazione è talmente tanto pericolosa, per via di altro esplosivo interrato in specie di bunker, che le ricerche, e la bonifica della zona, sono state sospese. Mezza collina è stata rasa al suolo, pezzi di cemento, mattoni, tegole sono sparse nel raggio di almeno un chilometro mentre campi, sterpaglie e perfino olivi sono in fiamme. Un primo scoppio è avvenuto alle 10.30 ma poi c’è stata una seconda esplosione che ha colpito anche una squadra dei vigili del fuoco che era intervenuta sul posto per i soccorsi. Danneggiati degli edifici nell’area circostante. La questura di Pescara ha comunicato poco fa che è stato estratto dalle macerie un morto, Alessio Di Giacomo, figlio del titolare della ditta, Mauro, 45 anni, attualmente disperso assieme a Federico Di Giacomo, fratello del titolare, e Roberto Di Giacomo, di cui al momento non si conosce il grado di parentela con il proprietario dell’azienda. Sempre secondo la questura ci sono tre feriti gravi.

IL DRAMMA DI ALESSIO – È andato incontro alla morte per disperazione e con incoscienza: Alessio Di Giacomo, 22 anni a settembre, figlio del titolare Mauro, non era al lavoro insieme agli altri familiari, ma è corso subito sul luogo del disastro di Villa Cipressi, dove pochi minuti prima, intorno alle 10,30, una deflagrazione aveva raso al suolo la fabbrica di fuochi d’artificio della famiglia. Gli operatori del 118 appena arrivati hanno tentato di fermarlo, ma lui voleva andare verso il cratere per provare a salvare il padre e lo zio, ma proprio in quell’attimo la seconda terrificante esplosione lo ha centrato in pieno. «Siamo arrivati sette minuti dopo il primo lo scoppio – ha poi confermato il dottor Cherubini, il responsabile del 118 pescarese – è stato come vedere una scena di guerra con lapilli e materiale ricaduto fino a quattro chilometri. Ho visto dopo l’esplosione un ragazzo che mi è corso vicino e gli ho detto di allontanarsi. Dopo non l’ho visto più».

LA NONNA – Ecco poi il miracolo della nonna dei Di Giacomo: a 92 anni è uscita miracolosamente illesa dall’ abitazione attigua alla fabbrica esplosa, ma non si sarebbe resa conto di quanto stesse avvenendo. In un primo momento era stata data per dispersa nel crollo seguito allo scoppio. Ma Gilda Tauro, la decana della famiglia Di Giacomo, è in condizioni cliniche discrete, considerato che soffre di una forma di demenza senile.

GRANDISSIMO INCENDIO – I vigili del fuoco stanno operando con 5 squadre e un elicottero. Gli effetti dell’esplosione avrebbero coinvolto anche due abitazioni e innescato un incendio molto vasto. Si sta allestendo anche un ospedale da campo. Intanto si cercano altri mezzi di soccorso da inviare sul posto.

VIGILE FERITO – «Un nostro vigile è rimasto ferito», ha detto al telefono a Reuters Paolo D’Angelo, funzionario responsabile della comunicazione del comando provinciale dei vigili del fuoco pescaresi. «Non sono in grado di dire l’esatta situazione: dobbiamo usare estrema cautela nell’avvicinarci alle fiamme in quanto nella fabbrica c’è ancora parecchio materiale inesploso».

BOATO SENTITO A 20 KM – Si tratta della maggiore fabbrica di questo tipo della zona, e si chiama «Pirotecnica abruzzese» di Mauro di Giacomo. Era in attività stamane, quando è avvenuta l’esplosione, e dentro si trovavano degli operai al lavoro. La detonazione è stata così forte che il boato è stato sentito anche a 20 chilometri di distanza.

«COME UN TERREMOTO» – Sono decine le richieste di intervento arrivate al 118 di Pescara dopo l’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio. Lo scoppio ha provocato crisi di panico e stati d’ansia, soprattutto nelle persone anziane, e una situazione generale di agitazione, spiega il 118, simile a quella provocata da un terremoto.

DEPOSITO GIUDIZIARIO – La Procura di Pescara, ha riferito il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, a Villa Cipressi dopo l’esplosione insieme al pm Giusti, ha aperto un fascicolo per incendio colposo, disastro colposo e omicidio colposo forse plurimo, considerato che ci sono tre dispersi. L’area è stata sottoposta a sequestro. Si tratta, è stato spiegato, anche di un’area di deposito giudiziario: qui venivano depositati i botti illegali sequestrati dalle forze dell’ordine

Fonte: www.corriere.it

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