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Gli oscuri "guardoni" del web
Gli oscuri “guardoni” del web

Matteo Della Torre

Cosa c’è di eticamente peggiore della famigerata figura del troll anonimo, il rompiscatole attaccabrighe del web? Nulla, perché i troll anonimi rappresentano la feccia di internet. 

Ma un gradino sotto si attestano i “guardoni” del web, quelle presenze oscure, impalpabili e biasimevoli che vagano tra i social media. Queste persone, con senso di superiorità e animo settario, dovuti spesso alle loro credenze religiose o ideologiche, surfano tra blog e social network evitando con cura di lasciare la benché minima traccia del loro passaggio.

Per ficcanasare su Facebook, dove è richiesta l’iscrizione obbligatoria, gente senza spina dorsale, approfitta di una falla di Facebook creando profili farlocchi, con nomi d’invenzione e pagine personali blindate, con immagini di profilo vuote e prive di qualsiasi riferimento alla loro persona. Una volta creato un account fake, questi uomini e donne “stealth“ agiscono nell’ombra protetti dall’anonimato e si sentono legittimati a spiare dal buco della serratura i fatti altrui, soprattutto quelli dei propri nemici, e le vicende dei gruppi presenti sui social network. Mediocri, grigi e insignificanti, questi individui meritano la qualifica di “guardoni” dell’era digitale. Il loro invisibile vagare su internet, oltre che eticamente censurabile, è incredibilmente sterile. Mai e poi mai questi galantuomini o gentildonne offriranno un minimo contributo di idee: non un link, non un commento, non un cenno di approvazione o disapprovazione, nulla. Non c’è idea, campagna o causa sociale, giusta o sbagliata, che li appassioni e li coinvolga, costringendoli a togliere dal buco della serratura il loro grosso occhio da guardone.

Il loro profilo anonimo e passivo è la negazione dello spirito di condivisione, dibattito e attivismo tipico della rete. Essi non intendono diffondere sul web 2.0 le loro idee per creare un mondo migliore; non gettano ponti, non intrecciano la propria vita con quella di altre persone, per progredire insieme, non vogliono dare, ma prendere per il proprio vantaggio e prendere ancora, subdolamente, seminando diffidenza, odio e conflitto. Persone così, se su internet potesse piovere, passerebbero tra una goccia e l’altra senza bagnarsi.

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