Home»Foto»Tim Berners Lee: “Vogliono controllare la Rete: più distanza tra governi e internet”

Tim Berners Lee
Tim Berners Lee

IL TEMA della sicurezza in Rete ai tempi di Prism, intercettazioni senza limiti e fughe rocambolesche delle “gole profonde” è nelle penne di tanti osservatori, commentatori, blogger e utenti. Ma se a parlarne è Tim Berners Lee, l’inventore dei World Wide Web, il “www” come lo conosciamo tutti, la questione acquista ulteriore peso. 

E Sir Lee non le manda a dire: “Governi e aziende tentano di prendere il controllo della Rete e in questo modo minano i principi fondamentali del web”, parlando a Monte Carlo alla conferenza Ernst & Young World Entrepreneur of the Year. E in questo momento “La Rete è sotto attacco di chi vuole imbavagliarla attraverso leggi preoccupanti come il Sopa e le decisioni delle grandi internet company”. Mentre in Italia tornano le proposte ammazza-blog.

L’intervista è stata rilasciata nello stesso lasso di tempo in cui è arrivata alle cronache la scoperta del sistema Prism attraverso le rivelazioni dell’ex-agente Edward Snowden. Berners Lee descrive un possibile scenario estremo: “Se qualcuno potesse controllare la Rete potrebbe manipolare le opinioni e i pensieri che le persone mettono in rete, intercettare le comunicazioni avrebbe in mano uno strumento davvero molto potente, che se arrivasse a un governo corrotto, potrebbe servire a farlo rimanere al potere per sempre”. 

Riguardo le operazioni di spionaggio segreto, Lee commenta: “Operazioni di sorveglianza senza mandato sono da considerarsi reato contro i diritti umani di base e minacciano le fondamenta di una società democratica. Invito tutti gli utenti della Rete a chiedere maggiore protezione ai termini di legge per salvaguardare la privacy delle comunicazioni personali, e il diritto di essere informati quando qualcuno richiede e archivia i propri dati”. Questo perché “negli ultimi vent’anni, il web è diventato una parte integrante  delle nostre vite. E una qualsiasi traccia dell’utilizzo che se ne fa può rivelare informazioni anche molto intime sulla persona. Questi dati sono un tesoro: di chi vi fidereste per mantenerli in sicurezza?” 

Aggiunge Lee: “Governi e aziende in tutto il mondo cercano di mettere le mani sulla rete in modi diversi. Il campanello d’allarme è stato quando l’ex premier dell’Egitto Mubarak impedì l’accesso al web durante i moti di piazza”. Uno scenario più pericoloso di un monopolio, che certamente riduce la competitività e rallenta l’innovazione, ma che come arriva può anche sparire. “I governi devono garantire la neutralità e l’indipendenza del web in modo analogo a quanto avviene con la stampa”, conclude Lee. “Le aziende e le organizzazioni che lavorano col web devono essere connesse al governo ma mantenere una certa distanza”.

Fonte: www.repubblica.it

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