Home»Diritti umani»Erdoğan apre al referendum sul parco Gezi
Turchia
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Il primo ministro turco Tayyip Erdoğan ha promesso ai manifestanti che rinvierà il progetto sulla costruzione di un centro commerciale e di una moschea al posto del parco Gezi. Almeno finché un tribunale non si pronuncerà sul ricorso presentato dall’opposizione.

L’indiscrezione è emersa dopo un incontro nella notte tra il 13 e il 14 giugno tra il primo ministro e una delegazione formata da attori, artisti e dal gruppo di protesta Taksim Solidarity.

Secondo Taksim Solidarity, Erdoğan ha promesso che rispetterà la sentenza del tribunale sul ricorso contro la distruzione del parco. E, se la corte dovesse dar ragione al governo, organizzerà comunque un referendum sulla questione.

“Erdoğan ha detto che se il referendum sarà a favore del parco, lo rispetterà”, ha detto uno dei manifestanti. Hüseyin Çelik, vicepresidente del partito di Erdoğan che era presente all’incontro, ha confermato che la riunione è stata positiva, ma ha ribadito la posizione di Erdoğan sulla fine delle manifestazioni.

“Il nostro governo è stato molto tollerante, tollerante come si fa in democrazia, ma non credo che potremo permettere l’occupazione del parco ancora a lungo”, ha detto Hüseyin Çelik.

Com’è nata la protesta. Le manifestazioni a Istanbul sono cominciate il 28 maggio contro la costruzione di un centro commerciale e di una moschea al posto del parco Gezi, vicino a piazza Taksim. Si sono allargate a macchia d’olio in tutto il paese e da allora vanno avanti.

Nelle proteste sono morte quattro persone. Ci sono almeno cento feriti, di cui cinque gravi. Cinquanta avvocati sono stati arrestati l’11 giugno in un tribunale perché appoggiavano le proteste. Sono stati rilasciati dopo qualche ora.

 

Fonte: www.internazionale.it

 

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