Home»Nonviolenza»Salute naturale»Stare seduti uccide: sei ore di sedia al giorno tagliano la vita del 30 per cento
Chair lifestyle
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Alessandro Camilli

Stare seduti uccide. Non ci sono sigarette, diete sbagliate, stress o simili che tengano. La sedia è il vero nemico e il vero killer dell’essere umano. Passare sei e più ore al giorno comodamente seduti, che sia davanti al pc in ufficio o a casa in pantofole guardando la televisione, aumenta del 20% il tasso di mortalità negli uomini, e del 40% nelle donne, rispetto a chi siede per sole tre ore al giorno. Ogni ora trascorsa davanti alla tv, seduti s’intende, aumenta dell’11% il rischio di morte e le persone che fanno un lavoro sedentario, per oltre dieci anni, hanno probabilità quasi doppie di sviluppare un tumore all’intestino.

Dati clamorosi, dati che soprattutto nella nostra società occidentale dovrebbero terrorizzare milioni di persone e che sono il risultato di diverse ricerche condotte negli Stati Uniti e in Australia. I nuovi studi rivelano che mantenere la posizione seduta per la maggior parte della giornata, negli anni, può avere danni gravi, potenzialmente irreparabili, sulla salute. L’attività elettrica dei muscoli precipita: “i muscoli diventano silenziosi come quelli di un cavallo morto”, dice il professor Marc Hamilton, ricercatore del Pennington Research Center, con una cascata di effetti metabolici negativi. Il consumo di calorie precipita ad una al minuto, un terzo di quello che consumeremmo se camminassimo. L’efficacia dell’insulina cala nel giro di sole 24 ore, facendo crescere il rischio di diabete e obesità. Gli enzimi responsabili della suddivisione di lipidi e trigliceridi, che devono risucchiare i grassi fuori dalla circolazione sanguinea, smettono di funzionare causando una caduta nel livello del colesterolo buono. Nel corso di una vita gli effetti possono essere ancora più drammatici. Una ricerca dell’American Cancer Society condotta su 123 mila persone rivela che gli uomini che passano da seduti sei o più ore al giorno del proprio tempo libero hanno un tasso di mortalità del 20 per cento più alta di quelli che siedono tre ore al giorno o meno. Per le donne, la mortalità sale addirittura del 40 per cento. Uno studio condotto in Australia ha riscontrato che il rischio di mortalità, per ogni ora in più davanti alla tv, sale dell’11 per cento. E un’altra ricerca australiana, citata dal Journal of Epidemiology, afferma che le persone che fanno un lavoro sedentario per più di dieci anni hanno quasi il doppio di probabilità di sviluppare un tumore all’intestino.

Ma quel che è peggio, affermano specialisti della materia come il dottor James Levine della Mayo Clinic del Minnesota, è che i danni sono spesso irreversibili. Non serve a nulla quindi una corsetta la mattina prima di andare in ufficio o una sudata in palestra due o tre volte la settimana. Fare vita sedentaria per nove ore al giorno in ufficio fa male alla salute, sia che poi si vada a casa a guardare la tv, sia che si vada in palestra. E l’inattività fa male a un obeso come a un atleta. Non si scappa. “Restare eccessivamente seduti è letale”, taglia corto il dottor Levine, smentendo la diffusa opinione secondo cui basta mettersi a dieta e fare esercizio aerobico tre-quattro volte alla settimana per cancellare gli effetti di un lavoro sedentario. Gli effetti della sedia non si cancellano.

Che trascorrere molto tempo seduti non facesse bene alla salute è una realtà assodata, ma che gli effetti potessero essere così devastanti e, soprattutto, irreparabili è una novità. Il nostro corpo, sia che lo si intenda come fiore all’occhiello e migliore risultato dell’evoluzione, o come frutto della creazione a immagine e somiglianza di Dio a seconda dei punti di vista, non è stato pensato per trascorre molto tempo seduto. La posizione congeniale alla nostra struttura fisica è quella eretta, posizione che è stata una conquista nel cammino evolutivo. Bloccare, costringere il nostro corpo a stare seduto è un po’ come se si costringesse una Ferrari a circolare sempre in prima marcia. Alla lunga il motore si rompe, il cambio si consuma, le temperature salgono e il gioiello di meccanica va a farsi benedire. Allo stesso modo il nostro corpo, stando seduto, non riesce a funzionare. Ne soffre lo scheletro, ne soffre il cuore e ne soffre il cervello. Ma l’esistenza sedentaria, innaturale per il nostro corpo, nell’ultimo secolo è diventata poco alla volta predominante, perlomeno nel mondo industrializzato, ed è praticamente la norma nell’era di internet. Che fare allora? Difficile ipotizzare un radicale cambio di rotta e di abitudini. Trasformare gli impiegati in virtuosi dell’attività fisica e trasferire gli uffici e le loro sedie nei prati o sui tapis roulant non è credibile e non è fattibile. E se nemmeno l’attività fisica regolare serve a scongiurare i devastanti effetti che una vita sedentaria ha sugli uomini la nostra specie sembra condannata. Ma una via d’uscita, piccola, in attesa che l’evoluzione corra in nostro soccorso e ci doti di un corpo a “misura di sedia”, esiste ed è il “neat”. Acronimo di Non-Exercise-Activity: basta piegarsi ad allacciare le scarpe, fare insomma qualsiasi cosa tranne restare seduti, per limitare i danni del “chair lifestyle”, come lo chiamano in inglese, lo “stile di vita della sedia”. E allora, come mai in questo caso, gambe in spalla.

Fonte: www.blitzquotidiano.it

 

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