Home»Ecologia»La raccolta differenziata dei trogloditi

Matteo Della Torre

Per circa vent’anni a San Ferdinando di Puglia la raccolta differenziata con il sistema dei cassonetti è stata un autentico flop: ha raggiunto al massimo la vergognosa percentuale mensile del 13,8%. Ogni anno la nostra città spediva in discarica 6.038.520 Kg di rifiuti indifferenziati, con una produzione media annua di rifiuti procapite di 482 kg. 

Il must ecologico di eliminare i cassonetti stradali e passare al porta a porta, per anni, nonostante le “inutili” sollecitazioni di Uomoplanetario.org, è stato bellamente ignorato dalle varie amministrazioni comunali, di centro-sinistra come di centro-destra. 

Che il sistema di raccolta dei rifiuti con i cassonetti stradali fosse un metodo ecologicamente insostenibile perché, anche ai comuni più virtuosi, non permette di superare la percentuale del 35% di raccolta differenziata, era un concetto chiaro da almeno un decennio. Il primo passo della svolta sarebbe stato l’eliminazione dei cassonetti stradali con conseguente immediata responsabilizzazione dei cittadini (anche dei più trogloditi) che sarebbero stati costretti, da un giorno all’altro, a differenziare correttamente i rifiuti in casa negli appositi contenitori.

Dopo anni di raccolta differenziata inesistente, l’amministrazione comunale di centro-sinistra nel 2013 ha deciso, finalmente, di avviare la moderna raccolta differenziata porta a porta. Ma, come ogni cosa fatta nella nostra città, la raccolta porta a porta non rientra tra le scelte virtuose, ma è soltanto un espediente per evitare l’ecotassa, ossia le sanzioni economiche previste dall’Unione Europea per quei comuni che non raggiungono la soglia minima mensile del 65% di raccolta differenziata.

Infatti, dal sito “amosanferdinandodipuglia.it” apprendiamo che l’obiettivo dichiarato della raccolta differenziata porta a porta a San Ferdinando di Puglia è “il 65% di differenziata”. Ovvero, facciamo il minimo sindacale per non essere multati. Qui l’ecologia non c’entra. E’ un mero calcolo di convenienza economica. Che tristezza.

Per correttezza va comunque rimarcato un aspetto positivo. Virtuosa o meno, la raccolta differenziata porta a porta, in meno di un mese, ha “costretto” 13.200 abitanti (l‘86,2% della popolazione), che in questi ultimi vent’anni hanno conferito i loro rifiuti in discarica, a differenziare. Questa è buona politica. Se poi quest’ultima in futuro opererà scelte virtuose, dipenderà anche dal grado di partecipazione o di delega dei singoli cittadini. La pagina Facebook “San Ferdinando di Puglia Open Gov” rappresenta per ogni cittadino uno strumento reale e una sfida al cambiamento.

In tema rifiuti, permane, purtroppo, una sparuta frangia di cittadini trogloditi da “convertire” al porta a porta. La foto della busta per la raccolta del vetro, che conteneva di tutto tranne che vetro, gettata in strada in via Marconi il 12 maggio 2013, testimonia che esistono ancora alcuni nostalgici del cassonetto.

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3 Responses to "La raccolta differenziata dei trogloditi"

  1. Matteo Della Torre   7 giugno 2013 at 01:12

    Caro Donato,
    condivido il tuo pensiero. Potrà interessarti sapere che Greenpeace ha lanciato una campagna per la difesa delle api dai pesticidi tossici che le stanno uccidendo. Se vuoi puoi firmare la petizione al Ministro Nunzia De Girolamo per chiederle di vietare immediatamente l’uso di tutti i pesticidi dannosi per api e impollinatori (compresi i pesticidi killer delle api più pericolosi: clothianidin, imidacloprid, thiametoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina). Puoi firmare la petizione a questo link: salviamoleapi.org

  2. Donato Pasqualicchio   6 giugno 2013 at 12:56

    Caro uomoplanetario vi è un altro problema oltre l’immondizia ed è la salvaguardia dell’ambiente, noi rischiamo lo stesso problema dell’inquinamento di Taranto.Noi che siamo circondati di vigneti, uliveti, peschetie altro che richiede ogni anno distribuzione di tonnellate di pesticidi e veleni col rischio di iinquinare aria, acqua e ambiente.Io ho sperimentato che si può produrre uva senza usare pesticidi e veleni. sto denunciando autorita ,regione ministro credono che sia bufola perchè il problema è di difficile soluzione per loro,ma io ho trovato la soluzione e da due anni che produco uva biologica. Tu che vai in giro in internet forse hai incontrato qualche mio commento.Ciao

  3. Donato Pasqualicchio   6 giugno 2013 at 12:20

    IO ho mandato all’amministrazione sindaco Gissi al sindaco Puttilli e a questo attuale il mio progetto di raccolta differenziata. Seguente: Raccolta differenziata: per la t.a.r.s.u.
    a)I cassonetti vanno completamente eliminati, fanno schifo puzzano ed è il raduno delle mosche.
    b)L’immondizia va raccolta in buste di plastica di diversi colori quanti sono gli oggetti che si vogliono separare, su ogni sacchetto sarà scritto gli oggetti che dovrà contenere, questo per insegnare il cittadino a riciclare.
    c)L’amministrazione fornirà ai cittadini le buste, facendole pagare secondo il colore degli oggetti che dovranno contenere.
    d)Il prezzo delle buste sarà determinato dal consumo complessivo della raccolta e lo smaltimento, meno il ricavato del riciclaggio.
    f)Ad ogni colore delle buste sarà attribuito un prezzo diverso secondo l’oggetto che contiene determinato sempre dal costo della raccolta smaltimento , meno le spese di ricavato del riciclo.
    g)I tempi di raccolta sarà diverso da oggetto a oggetto.
    h)Determinare i punti di raccolta con cartelli affissi dall’amministrazione.
    Per l’umido ogni due giorni ,che sarà depositato in serata ed entro la nottata rimosso, potrà essere deciso a giorni pari o dispari o può essere deciso dall’amministrazione un quartiere in giorni pari e in un altro in giorni dispari.
    i)Per la carta, la plastica e tutti gli altri oggetti che si vogliono separare che non contengono putrefazione possono essere determinati tempi e luoghi diversi. Questi oggetti il cittadino se ha il luogo dove tenerli può smaltirli quando vuole.
    l) L’umido va messo in sacchetti riciclabili e compostato, dopo due anni il composto può essere utilizzato come concime in agricoltura facendolo pagare un costo non di profitto .Il comune si dovrà dotare di un posto dove compostare i rifiuti e di mezzi per poterli smaltire, i nostri bisnonni cosi facevano non ci hanno fatto trovare montagne di rifiuti, se non provvediamo a cambiare rotta il mondo non basterebbe a contenere i rifiuti.
    m) I sacchetti saranno numerati, ogni famiglia o ogni utente avrà il suo numero e saranno distribuiti secondo la richiesta e il numero sarà registrato in comune.
    Questo , perché: A fine d’anno, se il comune dal costo dei sacchetti ha recuperato il costo del servizio di raccolta e smaltimento la previsione è stata fatta giusta , se non quadra bisogna recuperare il rimanente aumentando il costo del sacchetto. il cittadino secondo il numero dei sacchetti consumati dovrà pagare la differenza.
    Questo sistema di raccolta e smaltimento è igienicamente compatibile, civile democraticamente fattibile, e farebbe risparmiare euro ai cittadini, che non sono sporcaccioni e chi consuma di più e sporca di più, più paga. E se c’è qualcuno che è capace di migliorare questo progetto si facci avanti. I contadini aspettano con ansia di utilizzare la spazzatura come concime. Le discariche non servono, la spazzatura può essere riciclata al 100%

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