Home»Nonviolenza»Educazione»Ebooks&Kids, una startup per imparare giocando

Ebooks&Kids
Ebooks&Kids

Simone Cosimi

Se il 70% dei bambini sotto i 12 anni utilizza un tablet sia per giocare (77%) che per studiare (57%), significa che il mondo delle app didattiche è ancora tutto da scoprire. O comunque un fronte ancora poco presidiato nel business dei contenuti digitali. Non è un caso che Giovanna Pellizzari e Massimo Mauri, ex vicepresidente e co-amministratore delegato di Eurotech, la società dei super e nano computer capitanata da Roberto Siagri, abbiano deciso di sceglierlo come loro nuova scommessa fondando Ebook&Kids. Che cos’è? Una società di editoria digitale che lancerà sul mercato una serie di applicazioni ludico-educative riservate ai bambini dai due ai dieci anni. Per giocare, appunto, ma anche imparare. 

Il primo gruppo di app ideate dalla coppia (anche nella vita reale oltre che nella nuova impresa) si chiama Wee Kids e sarà disponibile dal 7 maggio prima su iOs e in seguito su Android e Windows Mobile. Sono ben quindici applicazioni animate e interattive programmate su misura per bambini che frequentano la prima elementare. Propongono giochi con difficoltà incrementale per un totale di trecento ore di didattica su tablet e smartphone. D’altronde, che le tavolette e in generale i device portatili stiano diventando una via di mezzo fra tate ed educatrici digitali è provato da una serie di ricerche. Non solo perché, secondo i dati resi disponibili dal Digital Lab del Salone del Libro di Torino, più della metà dei bimbi tra i 3 e 16 anni intervistati ha già interagito con uno schermo touch. Ma anche perché sono gli stessi genitori a volerne sfruttare al massimo le potenzialità: il 49% ritiene che il valore educativo di un’app sia molto importante mentre il 46 ne predilige il divertimento. Massimo Mauri racconta perché fondare, proprio in questo momento, una start-up di applicazioni destinate ai più piccoli. 

Perché proprio il target 2-10 anni: quali potenzialità nasconde?  

“Il numero di smartphone e tablet e i loro ambiti di utilizzo stanno crescendo in modo esponenziale cambiando lo stile di vita e le abitudini di ognuno di noi. Negli ultimi anni, come dimostrano diverse ricerche di mercato, anche i bambini dai 2 ai 10 anni hanno iniziato a utilizzare sempre più frequentemente questi dispositivi tanto che autorevoli osservatori parlano di touch screen generation. Noi crediamo che l’utilizzo da parte del nostro target sia destinato ad aumentare significativamente nel tempo è per questo motivo che Ebooks&Kids si propone di fornire contenuti innovativi, digitali e interattivi che possano divertire i bambini aumentando le loro abilità e le loro conoscenze nelle varie discipline didattico-educative”. 

Siamo dunque destinati ad avere ben presto un tablet per maestro? 

“No, il tablet è, e cosi sarà sempre di più, uno strumento destinato ad affiancare i metodi tradizionali di apprendimento e quindi casa e scuola. Il ruolo dei genitori e degli insegnanti rimane quindi imprescindibile anche per accompagnare i bambini a un corretto utilizzo del dispositivo e delle applicazioni in esso contenute”. 

Con quante applicazioni esordite e quali sono i punti d’originalità rispetto ai competitor?

“Nel mese di maggio presenteremo “Wee Kids” la prima famiglia di app di Ebooks&kids. Si tratta di 15 app nel settore “educational game for kids”. Creiamo i nostri prodotti prestando grande attenzione alla bellezza delle immagini e della presentazione grafica, alla varietà e luminosità dei colori e alla ricchezza di diversi suoni particolari. Questi aspetti consentono di portare i bambini in un mondo allegro e giocoso: partendo da ciò che li diverte, le app catturano la loro attenzione al fine di ampliare le loro conoscenze, stimolando la mente a produrre, immagazzinare e organizzare nuove informazioni”. 

Che ruolo prevedono app di questo tipo per i genitori: residuale o centrale? 

“In genere quando si parla di applicazioni per bambini il ruolo dei genitore è sempre centrale sia rispetto alla scelta dell’app sia poi nell’interazione con il bambino durante l’utilizzo dell’app stessa. Il motto di

 è: Playing means learning!. E in questo caso è ancora più efficace se i genitori dedicano del tempo ai loro figli per condividere questa esperienza ludico-educativa”.  

Parliamo dell’aspetto estetico: quanto è importante e chi lo sviluppa. 

“Sono due gli aspetti importanti in ogni app: l’estetica, e quindi la grafica, e il funzionamento. Su entrambi i punti pensiamo di poter offrire agli utenti il massimo. Il nostro impegno si è concentrato sulla cura di ogni dettaglio utile per trasformare le attività didattiche in esperienza di gioco dalla lunga durata divertenti e coinvolgenti. La realizzazione delle immagini delle app Wee Kids è stata curata da due illustratrici milanesi, Elena Locatelli e Angela Bornia, il software realizzato da Francesco Colombo e Nicola Marchesan  attraverso innovative tecnologie multipiattaforma che renderanno i nostri prodotti disponibili non solo su iOS ma anche su  Android e Windows”. 

Quali sono gli obiettivi e in che tempi pensate di raggiungerli? 

“Non ci siamo posti obiettivi in termini di download ma abbiamo sicuramente grandi aspettative dovute anche al fatto che le nostre app saranno disponibili in oltre dieci lingue. I primi segnali ottenuti, penso alla presenza su Facebook, sono andati oltre ogni iniziale aspettativa: siamo a circa 30mila Like in meno di un mese dall’apertura della pagina”.

Fonte: www.wired.it

 

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944