Home»Ecologia»Agricoltura biologica»Contro gli OGM di Monsanto la protesta è globale: Italia assente

Marina Perotta

Milioni di persone hanno protestato il 25 maggio contro Monsanto multinazionale dei semi OGM e dell’erbicida Roundup. E’stata forse una delle più grandi manifestazioni di protesta che sia mai stata organizzata: vi hanno preso parte 52 paesi e 446 città.

Una manifestazione globale, la Marcia contro Monsanto e gli OGM si è svolta ieri 25 maggio sotto totale black out mediatico e supportata solo da quanti hanno usato twitter per raccontare cosa stava accadendo dagli Stati Uniti, al Canada all’Austria, alla Germania, al Giappone. L’hastag per seguire la timeline della protesta è #MarchAgainstMonsanto ma è stato RT a seguire gli eventi in tempo reale con lo storify.

La manifestazione si è tenuta anche in Europa, in Svizzera a Zurigo come rileva Ticino on line mancava proprio l’Italia, mentre Austria, Olanda, Regno Unito, Germania e Russia erano presenti con cortei di protesta. In Italia è accaduto che si era dato l’appuntamento a Roma in via Via Marsala a 14, come recita l’invito su Fb ma i pochi che sono passati hanno trovato i poliziotti e nemmeno l’ombra di una manifestazione che non c’è stata perché ufficialmente non c’erano i permessi.

L’organizzatrice è Tami Canal con l’associazione MAM – March Against Monsanto da lei fondata e sopratutto mamma di due bambini. Sono loro, i due figli, la motivazione che ha spinto Tami a organizzare la manifestazione a livello mondiale perché preoccupata per la salute delle generazioni future. Ma a far scattare definitivamente la manifestazione l’approvazione in Usa del Monsanto Protection Act firmato dal presidente Barack Obama nonostante 250 mila persone abbiano firmato una petizione per chiedere di annullare la legge di protezione.

Fonte: www.ecoblog.it

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