Home»Ecologia»Uova di Pasqua, come fare la raccolta differenziata degli involucri
Uova di Pasqua
Uova di Pasqua

E’ possibile mettere nella raccolta differenziata i fogli colorati e luccicanti in cui sono avvolte le uova di Pasqua? E se sì, in quali contenitori vano gettati?

La risposta è: dipende. Dipende non solo dalla natura degli imballaggi ma anche dal luogo: in Italia paese che vai, raccolta differenziata che trovi.

Il cioccolato in media rappresenta solo il 40% del volume dell’uovo di Pasqua (l’altro 60% è l’imballaggio che viene subito buttato via) e quest’anno, stima Coldiretti, verranno acquistati circa 40 milioni di uova di Pasqua.

E’ totalmente assurdo che, primo, venga lecitamente immessa in commercio una merce costituita per il 60% da rifiuti e che, secondo, si tratti di rifiuti che non è nè facile nè intuitivo avviare correttamente allo smaltimento. Comunque, ecco le principali istruzioni da tenere presente.

A volte le uova di Pasqua sono avvolte in una pellicola di alluminio colorato, analoga (colore a parte) a quella che si acquista in rotoli e che si usa in cucina.

Il destino dell’alluminio che avvolge le uova segue il destino dei fogli d’alluminio per la cucina e cambia di città in città.

In Emilia Romagna va con le lattine, a Roma nei cassonetti blu insieme alla plastica e al vetro (fa eccezione il IV municipio, dove il vetro si raccoglie da una parte e la plastica e il metallo da un’altra) e a casa mia (dove è in funzione un’efficientissima differenziata porta a porta) si inserisce nei sacchi trasparenti che raccolgono anche la plastica e che sono da portare in strada ogni 10 giorni circa.

Più spesso però l’involucro dell’uovo di Pasqua è un poliaccoppiato: alluminio all’interno e plastica colorata e stampata all’esterno.

I poliaccoppiati non sono presi in considerazione dalle istruzioni romane ed emiliane per la raccolta differenziata (vanno dunque nel cassonetto dell’indifferenziato); in provincia di Torino si buttano insieme alla plastica; a Trento nel sacco azzurro degli imballaggi leggeri. Eccetera.

Per fare le cose perbene, poi, è opportuno staccare l’etichetta dell’uovo e metterla nel cassonetto della carta; vanno insieme alla plastica, invece, lo scodellino a tronco di cono che funge da supporto e la bustina o l’ovetto in cui è racchiusa la sorpresa.

Compiute tutte queste separazioni, resta il cioccolato: più o meno il 40% del volume totale. L’unica cosa utile (e ottima!) di tutto l’insieme. Buona Pasqua, lettori.

Fonte: www.blogeko.it

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