Home»Ecologia»Greenapes, la community che ti premia se sei ecosostenibile
GreenApes
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Silvio Gulizia

Entro fine mese compiere azioni eco-sostenibili sarà più facile e divertente. O meglio, sarà davvero premiante. Quello che c’è dietro a Greenapes, app che verrà lanciata nella seconda metà di marzo, è un concetto piuttosto semplice: noi tutti siamo degli scimmioni piuttosto stupidi che vivono in tribù composte da gente che si segue vicendevolmente e le cui azioni sono influenzate da quelle degli altri. È una presa d’atto, non un giudizio negativo. Su questo fattore si basa il meccanismo dell’app al cui interno trova spazio una comunità di persone attente all’ambiente e che sentono l’esigenza di fare concretamente qualcosa in più. Tutti noi abbiamo bisogno di essere stimolati: “Tanti dicono di voler compiere azioni eco-sostenibili, dal semplice comprare un prodotto green al posto di un altro all’andare a piedi al lavoro anziché prendere l’auto – spiega Gregory Eve, co-fondatore di Greenapes insieme a Francesco Zingales, Renato Orsato e la società di sviluppo software Develer – Attraverso meccanismi di engagement e rewarding noi puntiamo a stimolare gli utenti a compiere azioni per il bene comune del nostro pianeta. Il farlo all’interno di una comunità e l’avere un riconoscimento del nostro contributo crediamo rappresenti quel qualcosa che permette di superare la pigrizia”. 

L’app ha una grafica accattivante, anche se è eccessivamente piena di opzioni e testi. Le basi sono però semplici. Ognuno di noi è chiamato a compiere azioni di quattro tipi, legate al mangiare, spostarsi, comportamenti casalinghi e shopping. In ognuna di queste macro aree sono individuate azioni come il comprare un prodotto bio, andare al lavoro a piedi o fare una doccia fredda. Gli scimmioni della startup italiana hanno messo a punto un algoritmo che individua non quanta CO2 risparmiamo o quanti alberi dovremmo piantare per compensare le nostre azioni negative, ma quante noci di premio ci meritiamo per la nostra buona azione. Per migliorare il sistema premiante Greenapes sta lavorando con università e istituti di ricerca di tutto il mondo per calcolare l’esatto numero di noci da assegnare a ogni azione. Dalla più complicata alla più banale: avete mai pensato che farsi prestare il trapano dal vicino anziché comprarlo potesse essere un’azione eco-sostenibile? 

Durante il programma di beta testing gli utenti hanno condiviso non solo azioni eco-sostenibili, ma anche suggerimenti e richieste di informazioni. Per esempio come ridurre il consumo di alluminio legata alle scatole dei pasti del gatto. Prodotti più o meno sconosciuti e sistemi di riciclaggio sono le cose che vanno per la maggiore, insieme a idee e proposte. Nella versione finale dell’app sono integrate anche le sfide: ogni utente può coinvolgere gli amici per vedere chi riesce a raccogliere il maggior numero di noci in un dato periodo. 

Ogni azione green compiuta equivale più o meno a un tweet con cui si condivide un messaggio.

Gli altri scimmioni possono esprimere il proprio like con un applauso. Si possono anche aggiungere immagini e più di un post su tre ne contiene una. La giungla è uno stream pubblico di tutte le azioni compiute all’interno della comunità in cui hanno maggior rilievo le gesta degli scimmioni con cui ci siamo followati a vicenda creando una tribù. In cima però ci sono quelle che hanno ricevuto più applausi ispirando più persone a ripeterle. 

Per utilizzare l’app è necessario iscriversi tramite Facebook. Un modo per spingere gli utenti a condividere anche sul social network le azioni compiute, onde stimolare altri a entrare nella comunità. Greenapes non è interessata ai dati degli utenti. Più avanti dovrebbe creare partnership con aziende che distribuiscono prodotti e servizi green con l’intenzione di generare ricavi sulle transizioni attivate grazie all’app. I negozi di prodotti eco-sostenibili dotati di fidelity card accrediteranno direttamente le noci guadagnate con la spesa agli scimmioni, che in prospettiva potranno godere di sconti presso i partner del progetto. “Non ci saranno banner o cose simili – spiega però Eve – stiamo indagando un nuovo modo di fare pubblicità, più efficace perché orientato a una comunità con interessi specifici”. 

La startup ha già ricevuto centomila euro di finanziamento in qualità di spinoff universitario. Due dei co-fondatori sono infatti professori universitari: Orsato, autore del libro Sustainability Strategies (tradotto anche in cinese e arabo) in un’università brasiliana e Zingales alla Luiss di Roma. Eve invece nel 2012 ha organizzato ed effettuato il Tour mondiale per la sostenibilità.

Fonte: www.wired.it

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