Home»World News»Europa»Omeopatia in corsia: l’esperienza dell’Ospedale di Medicina Integrata di Pitigliano

Un centro di medicina integrata a disposizione dei pazienti ricoverati e di quanti chiedano, dall’esterno, di ricevere cure integrate in regime ambulatoriale: è ciò che accade al secondo piano dell’Ospedale Petruccioli di Pitigliano, dove da quasi due anni è possibile avvalersi di terapie complementari. Oltre a cure “tradizionali”, ai pazienti vengono infatti proposte terapie integrative, come omeopatia, agopuntura e fitoterapia, in linea con quanto previsto dalle legge regionale n. 9 del 2007, che sancisce e riconosce la libertà di scelta terapeutica del paziente.

Le origini del progetto

Per comprendere questo innovativo progetto è necessario tornare al 2009, quando la Regione Toscana approvava il progetto stanziando un fondo di 660 mila euro all’anno per finanziarne il primo biennio di attività, dando vita a un’esperienza del tutto inedita nell’ambito della sanità pubblica.

L’Ospedale conta oggi trentasei posti letto, tre reparti (medicina generale, day surgery, pronto soccorso), alcuni ambulatori specialistici e una quindicina di medici, che lavorano sia con degenti sia con chi si reca per una visita. Il team medico è coordinato dalla dott.ssa Simonetta Bernardini, responsabile scientifica del Centro, pediatra e Presidente della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata. I medici esperti in medicine complementari lavorano anche nel Centro di riabilitazione della ASL 9 del comune di Manciano, dove sono ricoverati pazienti colpiti da ictus o che hanno subito interventi di chirurgia ortopedica molto complessi: anche loro possono ricevere gratuitamente le cure di medicina complementare.

Il percorso terapeutico

Ai pazienti è offerta la possibilità di scegliere di essere curati secondo un approccio integrato. Omeopatia, fitoterapia e agopuntura sono quindi proposte assieme alle terapie tradizionali, con un approccio interdisciplinare, diagnostico e terapeutico finalizzato alla scelta curativa più efficace in termini di qualità della vita, benessere e salute.

Si ricorre a prestazioni integrate per la cura di patologie di varia natura, anche non lievi, come ad esempio per il trattamento delle malattie reumatiche croniche, per gli esiti di traumi e di ictus, nella riabilitazione ortopedica e neurologica, per la cura della psoriasi e per le dermatiti allergiche, in caso di asma o di insufficienza respiratoria o per contrastare gli effetti collaterali della chemioterapia, nella terapia del dolore cronico.

La possibilità di accedere alle cure pagando soltanto il ticket regionale facilita l’accesso alla medicina integrata ad un ampio numero di pazienti. A Pitigliano sono gratuiti anche i medicinali (quelli omeopatici, per esempio) erogati ai pazienti in ricovero o ai dimessi nell’ambito del primo ciclo terapeutico.

I risultati raggiunti

Il successo di questa struttura è confermato dai dati. Dalla sua apertura a oggi, infatti, a Pitigliano sono state erogate 5.000 prestazioni sanitarie di medicina complementare. Altro dato importante riguarda la tipologia dei pazienti: mentre a livello nazionale il profilo statistico di chi fa ricorso alla medicina integrata corrisponde a una persona di sesso femminile, di media età e medio-alto livello culturale e socioeconomico, a Pitigliano sono stati assistiti soprattutto adulti e anziani generalmente di basso livello socioeconomico e culturale.

Anche i dati registrati sui risultati clinici sono positivi. In particolare, a seguito dell’introduzione di omeopatia e agopuntura, sono stati rilevati:

una riduzione dal 47% al 2% del dolore limitante l’attività lavorativa (con valori sovrapponibili per entrambe le discipline);

– un aumento dal 55% al 90% nel recupero della funzionalità neuromotoria dopo ictus o gravi interventi ortopedici;

una riduzione dall’82% al 13% del consumo di farmaci convenzionali antidolorifici (nella sola struttura di recupero di Manciano).

Toscana: una regione all’avanguardia per la medicina integrata

L’attenzione della Regione Toscana verso le terapie complementari viene da lontano: i primi atti di programmazione sanitaria della Regione Toscana che contengono riferimenti alle medicine complementari risalgono al 1996. Il legislatore toscano, inoltre, ha riconosciuto con specifica legge (9/2007) l’omeopatia, l’agopuntura e la fitoterapia come medicine complementari, conformemente alle definizioni della comunità scientifica. Attualmente in tutto il territorio regionale sono oltre 100 gli ambulatori in struttura pubblica che erogano prestazioni in medicine complementari (per le quali i cittadini pagano il costo della prestazione stessa in regime ambulatoriale), mentre le persone che si curano con le medicine complementari sono 700 mila.

Come richiedere le prestazioni

– Come prenotare: la visita può essere prenotata direttamente dal cittadino senza ricetta medica. Si può telefonare al Centro Unico di Prenotazione allo 0564/483500, oppure presentarsi di persona allo sportello CUP dei presidi della USL 9 della Regione Toscana.

– Come pagare: le visite si pagano con il ticket sanitario.

Fonte: www.ilcambiamento.it

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