Home»World News»Asia»Apple e Foxconn migliorano le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi

Daniele Piccinelli

A un anno di distanza dall’indagine che scandalizzò il mondo sulle condizioni di lavoro in Cina, un inviato del New York Times torna negli stabilimenti cinesi di Quanta e Foxconn per verificare se e cosa è cambiato. Gli impegni intrapresi da Apple e Foxconn hanno avviato una serie di cambiamenti nella vita dei lavoratori in Cina che partono da punti importanti come la riduzione degli orari di straordinario e l’aumento della paga base, fino ad arrivare a dettagli minori che contribuiscono comunque a migliorare il lavoro e la vita di tutti i giorni all’interno delle immense citta-fabbrica cinesi.

Secondo l’indagine del New York Times il cambiamento ha preso il via da una riunione finora rimasta segreta che si è svolta nel mese di marzo del 2012 a cui hanno partecipato Terry Gou, fondatore e presidente di Foxconn, Jeff Williams responsabile delle operazioni di Apple e anche Auret van Heerden della Fair Labor Association. Oltre all’impegno di Foxconn il presidente della Fair Labor Association ha richiesto un cambiamento sostanziale anche da parte di Apple. Anche se già dal 2007 Cupertino si è impegnata per migliorare le condizioni di lavoro in Cina, secondo Auret Van Heerden Apple ha trattato la questione come un problema ingegneristico da risolvere. Per ottenere soluzioni a lungo termine occorreva invece un impegno diverso, un approccio più complesso e anche più umano.

Dopo questa riunione Apple ha triplicato lo staff dedicato alla responsabilità sociale assumendo altre 30 persone inoltre, per gestire la nuova unità, sono stati richiamati Bob Bainbridge e Jacky Haynes, due ex dirigenti della Mela molto conosciuti e apprezzati, un chiaro segnale che le nuove policy di Apple in materia dovevano essere accolte appieno e a ogni livello all’interno dell’azienda.

Così dopo la riunione in Cina sono cominciati i cambiamenti, notati nelle cose importanti così come nei piccoli dettagli dagli oltre 70 dipendenti Foxconn intervistati dal New York Times. Grazie alla alla riduzione degli straordinari e all’aumento della busta paga base ora i dipendenti possono rinunciare più serenamente agli straordinari, godere di più tempo libero e disporre comunque di denaro da dedicare al risparmio per la famiglia. All’interno delle fabbriche sono stati installati meccanismi di auto-spegnimento nei macchinari, inserite protezioni sui soffitti bassi e nelle scale: l’elenco delle novità e dei cambiamenti prosegue fino ad arrivare a una dipendente di 25 anni che spiega come negli ultimi mesi sia stata sostituita 3 volte la propria sedia di lavoro sulle catene di montaggio Foxconn. Nel 2011 era fornito un semplice sgabello di plastica privo di schienale e imbottiture, poi sostituito all’inizio dell’anno con una sedie dotata do uno schienale parziale e pochi mesi fa di nuovo sostituito a sua volta con una vera e propria sedie imbottita con schienale completo per sostenere il busto.

Secondo il New York Times l’impegno di Apple e Foxconn ha apportato cambiamenti importanti in Cina e non solo direttamente all’interno degli stabilimenti in cui si costruiscono i dispositivi della Mela. Cupertino ha richiesto ai concorrenti di contenere gli straordinari eccessivi in Cina e ha contattato i gruppi di difesa dei lavoratori una volta respinti. Le novità e i cambiamenti voluti e sostenuti da Apple e Foxconn stanno agendo come un effetto a cascata migliorando le condizioni di lavoro anche in altre fabbriche e presso altri costruttori che assemblano prodotti per altri marchi.

Fonte: www.macitynet.it

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