Home»Nonviolenza»Salute naturale»Oltre 5 milioni di morti all’anno per eccesso di sedentarietà

Simona Regina

Tutto il giorno seduti davanti allo schermo di un computer. E poi, comodamente sdraiati sul divano a leggere un libro o a vedere l’ultimo episodio della serie tv del momento. Siamo troppo sedentari. Eppure i benefici di una regolare attività fisica sono ormai noti. Fa bene non solo al nostro girovita, ma previene molte malattie, da quelle cardiovascolari ad alcuni tumori, dal diabete di tipo 2 all’osteoporosi, è un alleato contro la depressione e migliora anche le nostre capacità cognitive. Tanto che secondo uno studio, realizzato dai ricercatori del dipartimento Research and Evaluation del Kaiser Permanente in California, il tempo dedicato ogni settimana all’attività fisica è il miglior indicatore della salute e della longevità di una persona. Del resto i risultati di alcune ricerche pubblicate a luglio su Lancet sono inequivocabili: la sedentarietà è un importante fattore di rischio ed è responsabile di circa 5,3 milioni di decessi l’anno. Uccide quanto il fumo. 

Nonostante tutto, però, un adulto su tre in tutto il mondo non riesce a seguire le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: dedicare almeno 150 minuti a settimana all’attività fisica aerobica di moderata intensità. E la situazione è addirittura peggiore per i più giovani. L’80% degli adolescenti (13-15 anni) infatti non si muove a sufficienza: meno dei raccomandati 60 minuti di attività fisica al giorno. Gli adolescenti italiani in particolare, secondo i risultati dell’indagine Health Behaviour in School-aged Children, si collocano all’ultimo posto, rispetto ai loro coetanei europei e del Nord America, per il livello di attività fisica svolta quotidianamente. “ Fanno cioè poco movimento attivo, che non vuol dire sport, ma in generale qualunque attività che comporti una spesa di energia e aumenti la frequenza cardiaca e respiratoria, come andare a scuola a piedi o giocare all’aria aperta” precisa Patrizia Lemma, docente al Dipartimento di sanità pubblica e microbiologia dell’Università di Torino che coordina lo studio Hbsc a livello nazionale. In generale in Italia, secondo dati Istat, i sedentari sono 23 milioni e 300 mila, pari al 39,8 per cento della popolazione con più di 3 anni. 

Non è mai troppo tardi, però, per abbandonare stili di vita sedentari. A qualsiasi età. Approfittando, per esempio, delle belle giornate per camminare all’aria aperta, andare in biciletta o correre, possibilmente a contatto con la natura. Dedicandosi al giardinaggio. O, semplicemente, non usando l’ascensore a favore delle scale, prediligendo gli spostamenti a piedi anziché in macchina e, se in autobus, scendendo a una fermata diversa dalla propria.

Per contrastare la sedentarietà “è importante insomma adottare stili di vita che favoriscano maggior movimento nell’arco della giornata e ci facciano riscoprire il bello e l’importanza del camminare: dovremmo farlo almeno trenta minuti al giorno a passo veloce” precisa la dottoressa  Rosa D’Ambrosio, del dipartimento di prevenzione dell’Asl Torino 1 che coordina il progetto “Rendere operativa la carta di Toronto”, manifesto che indica le azioni da intraprendere per promuovere l’attività fisica. Anche in ambito cittadino. “Le nostre città infatti potrebbero favorire una maggiore attività fisica, a discapito della sedentarietà, aumentando per esempio le piste ciclabili, le zone pedonali, migliorando lo stato dei parchi e allungando il tempo semaforico per l’attraversamento pedonale. Insomma, facendo in modo che siano maggiori gli spazi percorribili a piedi o in biciletta”

L’attività fisica del resto è un toccasana per il nostro benessere: favorisce l’incremento del metabolismo del glucosio e un sano sviluppo dell’apparato osteoarticolare e muscolare, riduce il grasso corporeo, diminuisce la pressione sanguigna, aumenta il colesterolo buono, previene malattie cardiovascolari, obesità, diabete, osteoporosi, predispone all’adozione di comportamenti sani, ovvero meno consumo di tabacco, alcol e droghe, e riduce ansia e depressione. “ L’attività fisica, infatti, stimola la produzione di serotonina, l’ormone del buon umore. E, se regolare, migliora il tono muscolare e favorisce il mantenimento dell’equilibrio, anche negli anziani, prevenendo così le cadute: significa quindi prevenire la frattura del femore che causa disabilità” aggiunge D’Ambrosio. 

Sono tante dunque le buone ragioni per “darsi una mossa”. Uno studio, pubblicato su Bmj, indica che potremmo regalarci due anni di vita in più riducendo a tre ore il tempo trascorso ogni giorno in simbiosi con la sedia. Molti però trascorrono le giornate seduti a causa di un lavorio sedentario. Anche in ufficio, in realtà, si possono adottare semplici accorgimenti. Come per esempio quelli indicati sull’ European Hearth Journal dai ricercatori dell’Università del Queensland: fare piccole pause e alzarsi dalla sedia, alzarsi in piedi anche quando si risponde al telefono, evitare di comunicare con i colleghi via mail ma raggiungerli direttamente alla scrivania, disporre stampanti, fax e cestini  lontani dalla propria postazione in modo da essere costretti a camminare ogni volta che li si deve usare e, naturalmente, mettere al bando l’ascensore. Gli effetti non sono trascurabili: più piccolo è il girovita e più basso è il livello di proteina C-reattiva, indice di uno stato infiammatorio in corso. 

Fonte: www.wired.it

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One Response to "Oltre 5 milioni di morti all’anno per eccesso di sedentarietà"

  1. marco matteucci   14 novembre 2012 at 17:05

    di dormite non è mai morto nessuno.anzi,fa persino bene,il dormire tanto

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