Home»Articoli»Il water tra gli angoli più puliti della casa

Michela Dell’Amico

Il water è teoricamente il posto più sicuro – in una casa mediamente pulita – per affettare le verdure e cucinare. Emerge da uno studio, il più ampio mai svolto nel suo genere, condotto all’Università dell’Arizona e guidato da Chuck Gerba, esperto di germi e diffusioni delle malattie. Il suo obiettivo sono stati in particolare i batteri fecali, prima di tutto l’ e.coli e lo staphylococcus aureus: ma se sulla tazza del water ne sono emersi mediamente 50 per cm quadrato, in un tagliere se ne trovano in media 200 volte di più, per un totale di 10mila batteri potenzialmente pericolosi. Secondo oggetto più lurido tra quelli di uso comune è la maniglia del microonde e quella del frigo, la già tristemente nota tastiera del computer e le manopole del lavandino in cucina. Anche negli uffici, dice lo studio, il posto da temere non è affatto il bagno, ma la stanza dove si consuma il cibo e la scrivania, oltre ai tasti delle macchinette del caffè. 

Tranne il wc, in una casa si salvano pochi altri oggetti. “Ormai è chiaro a tutti che è importante tenere pulito il bagno, e il water risulta l’oggetto più spesso al centro delle nostre attenzioni quando puliamo. Dovremo capire che è necessario fare lo stesso in cucina”, ha spiegato Gerba alla Bbc. Il motivo che rende i taglieri così sporchi, è che vengono a contatto con alimenti animali crudi e anche con l’interno delle loro viscere. I taglieri hanno poi superfici porose e tagliuzzate, in cui i batteri si annidano più facilmente, ma basta far scorrere sopra un po’ di acqua ben calda (usate solo taglieri di legno) per garantirsi una pulizia accurata. 

Passiamo agli arnesi per la pulizia. Non è una novità che i batteri si annidano soprattutto nelle spugne e nei canovacci, ma stando a questo studio una spugna racchiude addirittura 10 milioni di batteri per centimetro quadrato e uno straccio da cucina 1 milione per cm quadrato. Tornando al paragone con il wc, una spugna della cucina è 200mila volte più infetta. Lo studio ha analizzato la pulizia delle varie parti della casa paragonando anche Paesi diversi: pare che in Arabia Saudita ci siano i frigoriferi più sporchi (e. coli è presente nel 95%) mentre il Sud Africa ha gravi problemi con le guarnizioni isolanti del bagno, con tracce di e.coli nel 40% di quelle analizzate. 

La ricerca è iniziata nel 2010 e ha messo sotto esame 180 case tra Australia, Canada, Germania, India, Malesia, Saudi Arabia, Sud Africa, Regno Unito e Stati Uniti. Ovunque, le guarnizioni isolanti della vasca da bagno, della doccia o del water contenevano batteri fecali nel 70% dei casi, mentre l’interno dei frigoriferi era contaminato da muffe e batteri nel 40% delle case, i canovacci erano in condizioni inaccettabili nel 36% delle cucine come pure il 6% delle superfici dove si prepara il cibo. 

Quando poi andiamo a fare la spesa, possiamo contaminare il cibo acquistato ancora prima di introdurlo in casa, per via di un nemico inaspettato: le borse di tela.

In costante aumento dopo l’abolizione delle buste di plastica dai supermercati, “la borsa di tela è quel genere di oggetto che non viene mai in mente di lavare, ma sta a contatto con verdure crude e terra, e dunque meriterebbe un’attenzione particolare”, dice Gerba commentando un altro suo importante studio che metteva in evidenza anche la mancanza assoluta di consapevolezza di questo rischio, ignorato dal 97% dei casi presi in considerazione. Molta attenzione va posta anche nel carrello della spesa, altro crocevia di germi di ogni tipo. Spesso poi non ci rendiamo conto neppure che sporchiamo le nostre mani ogni volta che tocchiamo il cellulare – perché non lo puliamo mai – esattamente come la tastiera del pc o il desktop, anch’essi “in media 400 volte più contaminati da batteri rispetto al water”, conclude Gerba. 

Ma quanto possono nuocere questi batteri? Le infezioni da e.coli hanno colpito recentemente l’Irlanda del Nord con 119 persone infettate, mentre in Germania 14 persone sono morte nel 2011 per alcune partite infette di cetrioli. “L’e.coli è un indicatore, può non essere fatale di per sé – spiega Gerba – ma ci dice chiaramente che tracce fecali si trovano da quelle parti e possono contenere altri patogeni ancora più rischiosi, come la salmonella”. Per fortuna negli ultimi 2 milioni di anni – continua l’esperto – il nostro corpo si è evoluto anche per difenderci da questi rischi e mantenere il nostro sistema immunitario ben vigile e attivo. “ Ma è molto più saggio non sfidare la sorte, e iniziare a lavare anche gli oggetti o i punti della casa che più spesso trascuriamo”.

Fonte: www.wired.it

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