Home»Ecologia»I cambiamenti climatici per la Banca Mondiale ci faranno perdere sviluppo e tecnologie

Marina Perotta

Inondazioni, siccità e aumento del volume degli Oceani, per la Banca Mondiale è questo lo scenario paventato se il riscaldamento globale arriva ai 4 gradi centigradi da qui al 2060.

Spiega il presidente Jim Yong Kim all’indomani del rapporto Turn Down the heat redatto dall’Università di Postdam e presentato a Washington  

Il mondo sarà completamente diverso da come lo conosciamo tanto che ci risulta anche difficile descriverlo. E decenni di sviluppo potrebbero essere spazzati via.

Secondo la Banca Mondiale l’attuale livello di emissioni di CO2 rende quasi inutile l’impegno preso dalla comunità internazionale di contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi rispetto all’era pre-industriale. Secondo il Rapporto il termometro mondiale potrebbe sbalzare a + 4 gradi centigradi globali nel corso di questo secolo se non si interviene con urgenza.

Spiega la Banca Mondiale:

“Va evitato e la responsabilità umana nel processo in atto del riscaldamento globale è senza equivoci”.

Ban Ki Moon Segretario generale delle Nazioni unite citato a margine del rapporto dice:

“Abbiamo ancora il tempo di adottare nuove politiche per modificare le conseguenze più pericolose derivanti dai cambiamenti climatici”.

E queste conseguenze non sono piccole, avverte la Banca Mondiale. Infatti la prima conseguenza sarà la penuria di acqua che toccherà l’Africa dell’Est, il Medio oriente e l’Asia del Sud portando come immediato effetto l’aumento della mortalità infantile nell’Africa Sub Sahariana. Le malattie veicolate dagli insetti come la malaria o la dengue rischiano di trovare terreno fertile mentre la barriera corallina naturale ostacolo alle inondazioni sarà distrutta dall’acidificazione degli oceani.

Infine la siccità che toccherà Stati Uniti e l’Europa si riproporrà come è già accaduto la scorsa estate e bisognerà fare i conti con le popolazioni in fuga dai cambiamenti climatici. Conclude la Banca Mondiale:

Il settore privato deve comprendere che l’adattamento al riscaldamento globale costituisce una opportunità economica.

Fonte: www.ecoblog.it

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