Home»Città possibile»Ambiente, parliamo di Rifiuti Zero

Valentina Ierrobino

Rifiuti Zero è una strategia che riprogetta la vita ciclica delle risorse riutilizzando le materie e che fa arrivare zero rifiuti in discarica o negli inceneritori, tutto si ricicla e si riutilizza. Il maggior teorizzatore di questa patica è il professor Paul Connett della St. Lawrence University di Canton, USA. In occasione di un congresso a Messina, lo studioso ha ricordato la sua teoria e i benefici pratici che ne possono derivare per le amministrazioni locali

Aderendo a Rifiuti zero le amministrazioni possono risparmiare e addirittura guadagnare soldi dal riciclo e dalla raccolta differenziata. Un comune in Italia ha raggiunto l’80% di raccolta differenziata e con i soldi ricavati ha potuto aprire un Centro sociale.

In Italia la teoria del professor Connett è portata avanti dal centro di ricerca Rifiuti Zero di Capannori, in provincia di Lucca in cui sono riportati dati e fatti del programma Rifiuti Zero. Per prima cosa va detto che nel nostro Paese sono 90 i comuni che aderiscono al progetto di riciclo dei rifiuti, con un comune in attesa di assumere la delibera Rifiuti Zero entro la fine dell’anno. Nel portale del centro di ricerca si può leggere un decalogo di buone pratiche per mettere in atto il riciclo totale dei rifiuti, lo riportiamo per intero:

Separazione alla fonte: per facilitare il riciclo dei materiali occorre praticare la raccolta differenziata dei rifiuti. Ci vuole solo organizzazione e collaborazione da parte dei cittadini;

Raccolta porta a porta: questa tipologia di raccolta dei rifiuti si è rivelata la più efficace per differenziare alla fonte con quote percentuali superiori al 70% in poco tempo. E’ sufficiente dotare la popolazione di quattro contenitori, uno per l’organico, uno per la carta, uno multi materiale e uno residuo, il cui ritiro è stabilito da un calendario settimanale;

Compostaggio: nelle aree rurali è una strategia vincente quella del riciclo dell’organico e degli scarti agricoli per produrre compost;

Riciclaggio: occorre realizzare piattaforme impiantistiche per riciclare e recuperare i materiali;

Riduzione dei rifiuti: bisogna mettere in atto la diffusione del compostaggio domestico, l’uso dell’acqua di rubinetto, la sostituzione delle stoviglie e delle bottiglie in plastica, l’utilizzo dei pannolini lavabili, il consumo dei detersivi, del latte e delle bevande alla spina, ma anche l’uso di sporte;

Riuso e riparazione: le amministrazioni dovrebbero realizzare dei centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici in cui i beni come elettrodomestici, mobili, vestiti, sanitari, vengono riparati e venduti;

Tariffazione puntuale: le utenze dovrebbero pagare in base alla effettiva produzione di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questa pratica incoraggia i cittadini verso acquisti più consapevoli;

Recupero dei rifiuti: con gli impianti di recupero si potrebbero selezionare e recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti ad una prima raccolta differenziata;

Centro di ricerca e riprogettazione: per fornire un feedback alle imprese, promuovere buone pratiche di acquisto, produzione e consumo;

Azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’obiettivo.

Fonte: www.ecologiae.com

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • ECOLOGIA
  • ABOUT
  • CONTACT