Home»Articoli»Primo Piano»Sei italiani su dieci sono in Rete

Alessio Lana

Santi non lo siamo di certo, ma gli italiani stanno diventando sempre più un popolo di navigatori. Il decimo Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione ( puoi scaricarlo qui previa registrazione) ci dipinge come sempre più orientati al digitale. I naviganti del Web infatti crescono del 9% rispetto al 2011 attestandosi al 62,1% della popolazione, i possessori di smartphone salgono del 10% mentre i giornali di carta colano a picco perdendo il 2,3% della già scarsa utenza. 

Dati che hanno spinto l’istituto di ricerche a definire la nostra epoca come biomediatica, un tempo in cui la condivisione telematica della nostra vita diventa centrale. A dire il vero noi e i nostri lettori lo sapevamo già e la massa di iscritti a Facebook ce lo conferma: il 41,3% degli italiani ha un profilo sul sito biancoblù, che equivale al 66,6% degli internauti. 

Se la televisione ha un pubblico che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione (il 98,3% di noi ama il piccolo schermo), i modi di guardarla si fanno sempre più diversificati: crescono infatti i canali satellitari (+1,6%), le web tv (+1,2%) e la mobile tv (+1,6%) mentre il 42,4% degli internauti cerca i programmi su YouTube. 

Il Tubo infatti continua a mietere successi: nel 2011 raggiungeva il 54,5% di utenti tra le persone con accesso a Internet ma ora arriva ora al 61,7%, ovvero il 38,3% della popolazione complessiva. Merito di una personalizzazione dell’intrattenimento e della maggiore integrazione tra vecchi media e Internet. 

Anche la radio rimane sulla cresta dell’onda: l’ascolta infatti l’83,9% della popolazione con un incremento del 3,7% in un anno. Certo non è l’invenzione di Marconi ad arrivare alle nostre orecchie ma la convergenza con la Rete. Salgono infatti del 2,3% gli ascoltatori via Web tramite il pc, dell’1,4 coloro i quali usano i telefoni cellulari (+1,4%), tutto alla faccia dei lettori mp3 che scendono dell’1,7%. Un calo fisiologico, visto che i possessori di smartphone crescono del 10% (il 27,7 di noi ne possiede uno mentre nel 2009 eravamo solo il 15%) e i tablet sono strumento comune per il 7,8% della popolazione. 

Insomma, in questo passaggio verso il digitale a perdere è soprattutto la carta stampata, con i lettori in calo del 2,3% (li leggeva il 67% degli italiani cinque anni fa, oggi sono diventati solo il 45,5%). Un dato che attesta la migrazione verso il Web, visto che le testate online contano il 2,1% di contatti in più e il giornale in Rete è un rito quotidiano per un italiano su tre.

Fonte: www.wired.it

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