Home»Nonviolenza»Educazione»La Sindrome dei Non Famosi

Attenzione ai reality show: possono creare disturbi psicologici nei giovani ma anche danni fisici. Colpa della ‘Sindrome dei non famosi’, che colpisce un numero crescente di giovani costretti a inseguire modelli di popolarità dei personaggi televisivi. Ma anche i miti di magrezza e bellezza. Modelli ”banali ma comunque irraggiungibili”.

A descrivere il fenomeno è Rosario Sorrentino, membro dell’Accademia americana di neurologia, che punta il dito contro la ‘tv trash’ colpevole di creare una generazione ”frustrata e delusa perché estromessa da quella che è ormai considerata la ‘vita vera’, quella vissuta dai personaggi televisivi”. Programma simbolo di questa tendenza è “L’isola dei famosi” dove ”il mito della magrezza – ha spiegato Sorrentino nel corso di una conferenza stampa a Roma sulle ‘Nuove solitudini’ – è esaltato al massimo. Con rischi enormi sulla salute dei giovani che vogliono assolutamente conformarsi ai modelli proposti: un vero e proprio spot per l’anoressia”. Negative anche le relazioni che si creano tra i concorrenti, basate sulla competitività, l’aggressione e la sopraffazione. Elementi che hanno spinto Sorrentino a lanciare un appello perché la III edizione dell”’Isola dei famosi” sia almeno rivisitata. ”La tv non va demonizzata – ha ricordato l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi, docente all’universita’ Roma III – perche’ non fa che amplificare gli elementi negativi presenti nella societa’: aggressivita, competitivita’, aspirazione al successo a tutti i costi”.

Un ingigantimento del negativo particolarmente evidente nei reality. ”Il voyeurismo su cui si basano questi programmi è una perversione. Fondare un programma su una perversione è assurdo. Non ci meravigliamo quindi se le conseguenze sono negative sui comportamenti dei ragazzi”. Ma per l’antropologa bisogna evitare la censura. L’unica soluzione è ”creare una comunita’ di valori positivi” a cui i ragazzi possano fare riferimento. A rendere così potenti e suggestivi i modelli proposti dalla Tv e’ la forza delle immagini. ‘L’immagine entra con estrema facilita’ nel cervello, soprattutto in quello più plastico dei giovani – ha ricordato Sorrentino – vi rimane a lungo e può modificare il comportamento delle persone”. E i reality show – con l’esposizione prolungata nel tempo dei protagonisti, presenti per settimane nelle case dei telespettatori – sono particolarmente incisivi. E così i giovani non si identificano più in eroi dalle indubbie qualità, ma in chi appare di più sul piccolo schermo, anche se si tratta di persone banali. ”Nei secoli passati – ha ricordato Cecilia Gatto Trocchi – la cultura e l’arte avevano lo scopo di formare ‘buoni cittadini’, proponendo modelli positivi. Oggi i buoni cittadini non sono più funzionali, non servono. Le corporation hanno bisogno solo di ottusi consumatori. Importante è comprare, non avere valori”.

Contro ”l’uso distorto dei mass media”, Sorrentino propone una svolta culturale in Tv, puntando su una maggiore attenzione ai contenuti e alle immagini trasmesse. ”E’ necessario far entrare anche gli esperti di psicologia e neurologia nelle cabine di regia dei programmi televisivi. Sarebbe particolarmente utile una task force realmente operativa, composta da esperti di comunicazione e disagio mentale, per valutare preventivamente l’impatto che le immagini possono avere sul pubblico e, in particolare, nei giovani”.

 

Fonte: www.adnkronos.com

 

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