Home»Nonviolenza»Educazione»La scuola a 5 anni accorcia la vita

Alessandro Ferretti 

Di stupidaggini il ministro Profumo ne ha sempre dette tante, ma ultimamente sono in crescita esponenziale al punto che è difficile stargli dietro. Ad esempio, pochi giorni fa salta fuori con l’idea di sostituire i maestri con un computer nelle scuole con pochi iscritti. Immaginatevi una classe di bambini delle elementari che si ritrovano obbligati tutti i giorni, per anni, a guardare una televisione con un maestro dentro, sorvegliati da bidelli. Caro Profumo, dimmi la verità: tu ci avresti mai mandato un tuo figlio?

Ma non si fa in tempo a scrivere un post su una porcata che subito ne spunta un’altra. Quest’ultima però merita molta attenzione: non solo perché rivela chiaramente in quali tragiche mani si trovi il nostro sistema scolastico, ma soprattutto per la grave disinformazione che circonda decisioni cruciali per la vita e il futuro dei nostri figli.

Profumo ha infatti annunciato l’istituzione di una “task force”, ovviamente pagata a spese nostre, per studiare l’anticipo a 5 anni dell’ingresso a scuola. La motivazione è una sola e sempre la stessa: “allinearci all’Europa”, anche se basta una rapida googlata per accertare che è una penosa bugia. Su 31 stati europei  monitorati da Eurostat, quelli che mandano i bimbi a scuola prima dei 6 anni sono solo tre!

Ma quello che è più grave è che Profumo ignori totalmente la corposa mole di letteratura scientifica in materia. Ad esempio: è statisticamente provato che chi va a scuola prima è svantaggiato nell’apprendimento e meno disposto a proseguire gli studi. Un confronto tra bambini entrati a scuola a 5 anni o a 7 anni dimostra che ad 11 anni di età non c’è alcuna differenza per quanto riguarda l’abilità di lettura, nonostante quelli entrati a 5 anni abbiano studiato due anni in più. In matematica chi inizia la scuola più tardi è addirittura più bravo, anche se ha studiato per meno tempo!

Ma i guasti dell’ingresso anticipato non si fermano ai risultati scolastici. Un colossale studio effettuato su un arco temporale di 80 anni (se n’è parlato anche in Italia) dimostra che chi va a scuola prima non solo è più propenso ad avere problemi emotivi e a consumare alcolici, ma addirittura vive di meno.

A questo punto mi chiedo: ma come è possibile che un ministro “tecnico” dell’istruzione non sappia che quasi tutti gli stati europei mandano i figli a scuola a sei anni e più? Inoltre: è possibile che lo stesso ministro paghi con i nostri soldi una commissione di esperti per studiare un problema già ampiamente e univocamente risolto dalla comunità scientifica, con i dati disponibili online a chiunque?

La risposta è  sempre la stessa: purtroppo è possibile. Il caso Profumo è l’emblema del governo Monti: tecnici sì, ma votati alla devastazione.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

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