Home»Città possibile»La propaganda dei “Boris Johnson alla rovescia”

Matteo Della Torre

Lo stress mediatico di questi giorni può aver indotto qualche amministratore ad operare uno spostamento di bersaglio prendendosela con lo sparuto drappello di ambientalisti sanferdinandesi.

Leggiamo sulla pagina Facebook della coalizione San Ferdinando di Puglia città solidale: “Oggi sono iniziati i lavori per le piste ciclabili e la pedonalizzazione di alcune strade: segno di grande civiltà. L’assessore ai lavori pubblici, Luigi Dipace, ha dovuto fronteggiare decine di cittadini delle zone interessate contrari ai lavori di pedonalizzazione. Per quanti sforzi abbia fatto non ho visto né letto interventi o azioni dei tanti che filosofeggiano sulla rete di città pedonalizzate e che si pongono interrogativi di quando a San Ferdinando ci saranno le piste ciclabili. Dove erano oggi pomeriggio? Dove sono? (Sindaco di San Ferdinando di Puglia)” (24 settembre 2012).

Non posso rispondere per gli altri, ma personalmente, come cittadino attivo, ero e sono al solito posto, in prima linea, senza retribuzione e senza ferie, a battermi, senza riserve e senza interessi personali, per il bene comune di questa città arretrata.

I nostri amministratori forse non sanno che è difficile prendere in giro dei cittadini attivi che camminano o pedalano quotidianamente per le strade della nostra città. La loro propaganda ci dice che ”sono iniziati i lavori per le piste ciclabili”. Wow! Bello. Peccato che di questi lavori in corso, ad oggi (25 settembre 2012), non ci sia traccia alcuna. Abbiamo percorso la città in lungo e in largo, senza rilevare nessun lavoro relativo alle piste ciclabili. C’è solo un cantiere che, a quanto pare, chiuderà un segmento di strada di circa trenta metri per ampliare Piazza Mohandas Gandhi. 

Una comunicazione più corretta  e non propagandistica avrebbe dovuto dire: “Oggi sono iniziati i lavori di ampliamento di Piazza Gandhi. A breve, inizieranno i lavori per la realizzazione delle piste ciclabili”.

Ma qui sorge un problema. Quando questa amministrazione comunicherà ai ciclisti urbani e ai cittadini attivi dove intende costruire queste fantomatiche piste ciclabili? Che i cittadini attivi e i ciclisti urbani conoscano per tempo tutti i dettagli del progetto relativo alle piste ciclabili (in quali strade verranno realizzate e le loro caratteristiche costruttive) é di fondamentale importanza per evitare clamorosi errori di progettazione che ignorino le esigenze reali degli utenti deboli della strada.

Possiamo fidarci di amministratori e tecnici “Boris Johnson alla rovescia” per la  progettazione di piste ciclabili? Evidentemente no!

Una corretta realizzazione delle piste ciclabili non nasce soltanto dalla conoscenza teorica e dalla progettazione sulla carta, ma soprattutto dall’esperienza maturata on the road, non al volante di un’automobile, ma pedalando in bicicletta per migliaia di chilometri per le strade della città, conoscendone esattamente i punti più pericolosi, dove si rischia di essere “asfaltati”, e dove invece non c’è alcun pericolo. Sono gli utenti con esperienza che devono dire dove sono necessarie le piste ciclabili, non i sindaci o gli ingegneri.

In questa sede mi preme, infine, rassicurare gli amministratori comunali che, a loro dire, hanno dovuto “fronteggiare decine di cittadini” contrariati dalla realizzazione di piste ciclabili e zone pedonali, dicendo loro che questo é assolutamente normale per amministratori che non vogliano autoridursi al ruolo di “commercianti” della politica, assecondando la pancia dei cittadini e le loro visioni miopi ed egoiste.

Si chieda al sindaco di Londra Boris Johnson o all’attuale Governatore della California Gavin Newsom, in passato sindaco di San Francisco, quali sono state le reazioni “a caldo” dei loro cittadini e come, di lì a poco, questi ultimi si siano ricreduti e abbiamo apprezzato le scelte ecologiche lungimiranti dei loro amministratori.

Il politico autentico è un educatore, che ha il dovere, partendo dall’esempio personale, di indicare strade nuove e una nuova visione di città e di cittadino. 

Le Smart city presuppongono delle Smart Communities e di conseguenza degli Smart amministratori che animino ed educhino i cittadini, anche suscitando in loro bisogni virtuosi, indipendentemente dalla propria consapevolezza soggettiva attuale in merito al bisogno fondamentale di una vita, ricca, sana e lunga, in un ambiente pulito e a misura d’uomo, con molte meno automobili “spernacchianti” in giro e molte più biciclette.

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