Home»Ecologia»Agricoltura biologica»A causa della Siccità 2012 anticipati di 20 giorni i magri raccolti

Secondo CIA- Confederazione italiana agricoltori i cambiamenti climatici non solo si manifestano con eventi climatici estremi ma anche con l’anticipo della maturazione dei raccolti di almeno 20 giorni sui periodi previsti.

Spiegano gli agricoltori che mai come in questa estate a causa della siccità si sono avuti i danni peggiori, molto più che nella siccità del 2003, stimati a 1,2 miliardi di euro. Ma spiegano che hanno anche potuto notare che questa stagione estiva rispetto al trentennio 1960-1990, ha visto l’anticipo di 5-10 giorni al Nord e di 7-12 giorni al Sud dei cicli vegetativi. In pratica ad esempio sono maturate prima le pesche e l’uva da tavola. Il che indica uno sconvolgimento di tutto il sistema agricolo.

Altro settore che sta subendo grossi danni rispetto all’anticipo dei periodo di maturazione e raccolta è quello olivicolo: il nostro oro, ossia l’olivo. Qui la mancanza di acqua per un lungo periodo sta manifestando ora tutto i suoi effetti devastanti che i brevi temporali violenti di questi giorni non riescono a sanare: la siccità impoverisce il suolo, stressa il terreno e se piove in maniera violenta l’acqua non penetra nel suolo secco e duro ma scivola via generando smottamenti e frane.

Ha detto Giuseppe Politi presidente Cia:

Nell’ultimo decennio nel nostro Paese le precipitazioni sono diminuite in modo preoccupante: meno 20 per cento al Sud, meno 15 per cento al Nord e meno 9 per cento al Centro. Con conseguenze disastrose sulla produttività del suolo, che ha subito un calo medio del 30 per cento della sua capacità di ritenzione delle acque, e sulla perdita di un patrimonio ricchissimo di biodiversità agricola. Ma non solo. L’agricoltura perde terreno anche a causa della cementificazione selvaggia, che ha “divorato” ben 5 milioni di ettari negli ultimi quarant’anni, e continua ad accelerare facendo prevedere tra vent’anni un consumo di suolo pari a più di 70 ettari al giorno. Con conseguenze disastrose sulla nostra autosufficienza alimentare e sul paesaggio rurale italiano, un patrimonio che vale 10 miliardi di euro l’anno. Si tratta di cifre che impongono al settore primario di voltare pagina, assumendo una condotta eco-compatibile e aprendosi ai nuovi scenari della ricerca tecnologica. In questo senso, diventa fondamentale la lezione dei giovani agricoltori, maestri di sostenibilità.

Fonte: www.ecoblog.it

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