Home»Nonviolenza»Disarmo»WikiLeaks: l’Occidente collabora col regime siriano

Philip Di Salvo

“Nei confronti della Siria l’Occidente dice una cosa e si comporta all’opposto”: WikiLeaks ha così riassunto il contenuto dei Syria Files, il suo ultimo massicio leak di materiale che ha iniziato a trapelare alle 12 di stamattina. Si tratta di 2 milioni di mail che interessano 680 figure (o domini) connesse al governo di Damasco e alla Siria, paese teatro di violentissime proteste e di una altrettanto sanguinaria repressione per mano del presidente  Bashar al-Assad. Tra i messaggi resi pubblici ci sarebbero anche email estratte dagli account dei ministri degli affari presidenziali, degli esteri, delle finanze, dell’informazione, dei trasporti e della cultura. I documenti risalgono dall’agosto del 2006 e si estendono fino al marzo di quest’anno. 

WikiLeaks ha iniziato a pubblicare il materiale in concomitanza con la conferenza stampa che si è tenuta a Londra presso il Frontline Club. A parlare, una portavoce dell’organizzazione che ha riportato una dichiarazione di Julian Assange – che al momento si trova ancora nell’ambasciata ecuadoregna nella capitale britannica: “Questi documenti imbarazzano la Siria, ma anche i suoi oppositori” avrebbe dichiarato l’ex hacker australiano. Nella corrispondenza che viene oggi resa pubblica compaiono infatti anche numerose aziende occidentali che fanno affari con Assad, compresa la Selex Elsag del gruppo Finmeccanica. WikiLeaks si è rivolta anche in questa occasione a dei media partner: il gruppo Espresso per l’Italia, Al Akhbar in Libano, Al Masry Al Youm in Egitto, NDR/ARD in Germania, Owni in Francia e lo spagnolo Publico.es. Come si apprende dal profilo Twitter dell’organizzazione, il sito di WikiLeaks sta avendo problemi: si tratterebbe di eccessi di contatti o di un attacco DDoS. 

Dalle mail fin qui pubblicate si apprende come la controllata di Finmeccanica abbia venduto alla Siria il sistema Tetra, una rete che consente lo scambio di dati e informazioni anche criptate. I contatti tra la Selex e Damasco sono iniziati già nel 2008 e coinvolgono l’ente governativo Syrian Wireless Organization. L’accordo iniziale ammonta a circa 40 milioni di euro e coinvolge anche la greca Intracom-Telecom e la sua sussidiaria siriana Intracom Siria. Nel comunicato stampa di Intracom-Telecom si può leggere del coinvolgimento dell’azienda italiana già a partire da questa data, citata come fornitrice di Tetra. 

Successivamente, sono state ordinate da Damasco 500 radio mobili VS3000 prodotte dalla Selex da consegnarsi a maggio 2011 presso il posto di polizia di Muadamia, città in precedenza già teatro di alcuni violenti scontri. La conferma dell’ordine si può leggere in una mail del 7 maggio.

I contatti, però, sono serrati anche oltre quella data. Nell’estate dello scorso anno alcuni apparecchi danneggiati sarebbero stati inviati da Damasco a Firenze per essere riparati. Nel pieno dell’inasprirsi delle violenze in Siria. Nella mail più recente, datata 2 febbraio 2012 si può leggere come ingegneri della Selex si siano recati in Siria per istruire i tecnici della Intracom Siria sul funzionamento di Tetra.

Fonte: www.wired.it

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