Home»Ecologia»Agricoltura biologica»Siccità negli Usa: si rischia la crisi globale

Michela Dell’Amico

La siccità che da tempo ormai colpisce gli Stati Uniti porterà una crisi alimentare globale. La rovina dei raccolti e il conseguente aumento dei prezzi del cibo porterà rivolte e fame soprattutto in Africa, Medio Oriente e America Latina. L’allarme arriva d’oltreoceano e trova ogni giorno nuovo slancio, nonostante qualche pioggia abbia apparentemente mitigato gli effetti disastrosi della carestia. Nel frattempo, ci si interroga sul legame tra la peggiore siccità degli ultimi 50 anni e i cambiamenti climatici.

Dallo scorso 20 luglio i prezzi del grano raggiungono ogni giorno nuovi record storici, salgono senza sosta. Stessa cosa per la soia. Il dipartimento americano per l’Agricoltura ha annunciato una flessione nell’export globale per tutto il prossimo anno e si tratta del primo produttore al mondo, che domina il mercato. Il fenomeno ha chiare ripercussioni anche sui prezzi dei mangimi, e quindi della carne. “ Siamo di fronte a una situazione molto seria a livello internazionale”, ha detto Robert Thompson, esperto in sicurezza alimentare per il Chicago Council of Global Affairs. 

Ma la situazione potrebbe aggravarsi, legata com’è a ulteriori fattori di rischio. Gli stock globali di cereali hanno raggiunto un nuovo picco negativo, e si sta già attingendo alle riserve, negli Stati Uniti e in altri Paesi. ” Le riserve sono al fondo negli Usa” ha fatto sapere Sophia Murphy dall’ Institute for Agriculture and Trade Policy. 

Un rischio reale, già avvenuto nel 2008, è l’accaparramento di riserve da parte di Paesi produttori (Russia, Ucraina, India e Argentina), che fermerebbero l’export portando a un’ulteriore impennata dei prezzi. La siccità che soffriamo oggi avrà effetti sui consumatori tra sei mesi o un anno, calcola l’associazione ActionAid, specialmente per chi importa il grano: Corea del Sud, Giappone, Perù, Guatemala, El Salvador, Columbia, Africa orientale, con evidenti reazioni globali dell’economia, che impatterebbero certamente anche sui Paesi produttori, per via del rialzo generale dei prezzi. 

Frances Beinecke, presidente della Natural Resources Defense Council scrive sulle pagine dell’ Huffington Post: “ Ecco la faccia dei cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature esaspera le siccità, rendendo i terreni più aridi, in accordo con quello che i ricercatori prevedono da anni”.

Il Washington Post cerca una risposta alla reale relazione tra questi eventi e i cambiamenti climatici, riportando il report stilato quest’anno dall’ IPCC sugli eventi naturali estremi: “ Sappiamo – scrive – che l’anidride carbonica immessa in atmosfera negli ultimi anni ha causato un innalzamento della temperatura mondiale di circa 0,8°C rispetto ai livelli pre-industriali e l’IPCC giudica ‘mediamente affidabile’ l’ipotesi che questo cambiamento climatico sia responsabile delle siccità”. 

La conclusione più probabile – riporta il giornale – è che i cambiamenti del clima influenzino la siccità, peggiorandone gli effetti. L’unica certezza tra gli esperti sembra essere che l’assenza di pioggia e le ondate di calore si faranno peggiori e più frequenti nei prossimi anni, con inverni sempre più miti e conseguenti minori riserve di ghiaccio e neve. I modelli climatici qui concordano: succederà nei Paesi del Mediterraneo, nell’America centro-settentrionale, in Mexico, Brasile e nel Sud Africa.

Fonte: www.wired.it

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