Home»Città possibile»Peggiora la qualità dell’aria nelle città italiane

Simone Muscas

L’indagine annuale dell’Istat “Dati ambientali nelle città” rivela come lo stato di salute delle città italiane non sia sicuramente dei migliori; anzi i rilevamenti ci informano come la qualità dell’aria sia in netto peggioramento. Nel 2011, nei capoluoghi italiani, si è registrato il superamento del valore limite dei PM10 per 54,4 giorni: il dato segna un aumento rispetto agli ultimi anni, nel corso dei quali i valori erano addirittura diminuiti passando dai 68,9 giorni del 2007 ai 44,6 giorni del 2010.

L’incremento, si evince dai dati, riguarda soprattutto i capoluoghi del nord Italia, che in media hanno superato i valori di PM10 di ben 20 giorni in più rispetto all’anno precedente. Ovviamente si tratta di dati da prendere con le pinze: il superamento di tali valori non è infatti sinonimo di inefficienza totale nella gestione delle emissioni nei vari settori (residenziale, trasporti, industriale) come, allo stesso modo, non va dato alcun premio a quei Comuni che hanno fatto registrare dei valori definibili non pericolosi per la salute delle persone.

Sui numeri che emergono sulla qualità dell’aria giocano infatti tantissimi fattori: in molti casi per esempio i capoluoghi molto vicini al mare potrebbero far registrare dei valori ben al di sotto delle medie a causa della maggior incisività dei venti in queste aree rispetto a quanto non succeda a quei Comuni ubicati sulla pianura Padana, spesso indipendentemente dall’attuazione o meno di politiche di mobilità sostenibile o regolamenti ferrei per la regolamentazione delle emissioni nel settore residenziale.

Detto ciò, l’Istat rimarca come i primi dieci Comuni per numero di giorni di superamento del Pm10 sono tutti del Nord, con Torino e Milano in prima e terza posizione con l’eccezione di Siracusa in seconda posizione. Nel 2011 i giorni di superamento dei limiti aumentano anche in quasi tutti grandi Comuni a eccezione di Venezia, Catania, Bari, Firenze e Napoli.

In particolare Verona, Milano, Trieste, Roma e Torino hanno fatto registrare incrementi che vanno dai 27 ai 60 giorni in più di superamento dei limiti durante l’anno. Gli unici grandi Comuni che rimangono al di sotto delle 35 giornate di superamento del limite per il Pm10 sono Genova, Catania e Bari.

Fonte: www.ecoblog.it

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