Home»Ecologia»Agricoltura biologica»BibliOrto: un orto biologico sul tetto della biblioteca

Marta Albé

La passione per i libri, per la cura dell’orto e per una sana alimentazione non costituiscono realtà disgiunte. Succede a Firenze, dove un orto è stato realizzato sul tetto di una delle biblioteche cittadine. Il progetto prosegue ormai da due anni dopo essere stato avviato da un gruppo di volontari ed aver ricevuto il sostegno di Slow Food Firenze. Il suo nome è BibliOrto e all’interno di esso vengono coltivati ortaggi secondo metodi rigorosamente biologici, nel pieno rispetto della stagionalità dei frutti della terra.

Nel corso degli ultimi mesi, nell’orto sono cresciuti cavoli, melanzane ed insalate, nati per merito di un gruppo di volenterosi ed appassionati, che ha deciso di credere nella possibilità di coltivare un orto in un luogo ritenuto ancora molto insolito. Alla coltivazione dell’orto è legato un vero e proprio progetto educativo, di cui è parte un laboratorio permanente di orticoltura, per approfondire la conoscenza alimentare ed apprendere le tecniche di produzione di frutta e verdura. Particolare attenzione viene rivolta ai temi della biodiversità, del consumo consapevole e dell’economia solidale.

Il reale scopo di BibliOrto non è la produzione di ortaggi su larga scala, anche se sul suo terreno hanno trovato spazio, nel corso dei due anni di attività, ravanelli, pomodori, zucchine, melanzane, fagiolini, cavolo nero, cipolle, cavolo cappuccio, patate, bietole, rape, fragole ed altro ancora. BibliOrto nasce infatti con l’intento di formare attorno a sé una vera e propria comunità di apprendimento sul tema della coltivazione autonoma degli ortaggi. Il progetto iniziale ha ricevuto aiuto da parte di Slow Food Toscana, della Condotta di Firenze e del Quartiere 4 del Comune di Firenze, oltre che della stessa biblioteca presso cui è stato realizzato, la BiblioteCaNova Isolotto, in via Chiusi 4/3a (Firenze).

L’avvio dell’orto è stato proceduto da alcune lezioni teoriche, i cui principi si sono rivelati immediatamente utili nella pratica. All’interno di esso vengono piantate, quando è possibile, varietà locali, ed i semi utilizzati vengono autoprodotti. Per quanto riguarda la coltivazione, vengono seguite le tecniche dell’agricoltura sinergica ed il terreno viene arricchito utilizzando il compost.

I volontari di BibliOrto hanno inoltre potuto dare l’avvio ad un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS), che si è raccordato ad altre realtà simili già esistenti in città, e ad un mercato/laboratorio a cadenza mensile. Vengono inoltre organizzati laboratori per bambini, che in questo modo possono partecipare, come se si trattasse di un gioco, alla semina ed alla raccolta dei prodotti dell’orto. Ogni secondo sabato del mese si svolge AgriKulturae, un momento di incontro e di discussione sui temi della sostenibilità, della filiera corta, dell’accesso alla terra e dell’agricoltura su piccola scala.

Il progetto ha contribuito alla creazione di un nuovo snodo sociale e punto d’incontro collaborativi nella periferia di Firenze, dando voce alla necessità di molti cittadini di ritrovarsi uniti in un progetto comune, e permettendo che in biblioteca, uno dei luoghi del sapere per eccellenza, giungessero molte di quelle informazioni pratiche che quasi mai trovano spazio sugli scaffali. Un’iniziativa che dovrebbe essere imitata in tutta Italia!

Fonte: www.greenme.it

 

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