Home»World News»Europa»50 anni di Istituto Luce disponibili su YouTube

Silvio Gulizia

L’ Istituto Luce ha lanciato oggi il proprio canale YouTube. Grazie a una partnership con Google, l’Istituto mette così a disposizione di tutti una serie di video in grado di raccontare una parte importante della storia del nostro Paese. Dietro e dentro ai video ci sono 40 anni di tecnologia, arte, cinema, politica e costume. Fra i filmati messi a disposizione ci sono gli storici Cinegiornali Luce (1927-1945) e Settimana Incom (1946-1964), che sono affiancati da materiali di altri archivi digitalizzati e perfettamente conservati. Il valore storico di questi video è tale che la Commissione Italiana Unesco ha recentemente nominato il Fondo dei cinegiornali Luce all’inserimento nel registro Unesco Memoria del Mondo. Per Rodrigo Cipriani Foresio, presidente di Istituto Luce-Cinecittà, si tratta di una “ svolta storica sia a livello tecnologico che culturale”. Tramite YouTube infatti l’Istituto ha trovato il modo di valorizzare a livello mondiale il proprio patrimonio nell’ottica della propria missione, promuovere la storia e il cinema italiano. 

Una mole di documenti video di questo tipo  – circa 30mila filmati –  non è però facilmente consultabile su un semplice canale YouTube. Per questo motivo l’intero archivio è stato organizzato in playlist ed è forse questo il servizio migliore offerto dal canale. Tramite le playlist è infatti possibile consultare i video per aree tematiche. Particolarmente interessanti risultano La Dolce Vita, che promette di fare milioni di clic anche all’estero, e Arte, scienza e letteratura del ‘900, ottimo strumento di supporto ai docenti delle nostre scuole. Ci sono poi capitoli dedicati ai Protagonisti del XX secolo, alla Seconda Guerra Mondiale e alle Dive del cinema e delle passerella. 

“Credo che questo sia un bell’esempio di come si possa rendere la cultura davvero accessibile a tutti, soprattutto ai giovani – ha sottolineato Cipriani – Spero che questa iniziativa possa essere un modello per il mondo dell’archivistica e per una migliore fruizione del patrimonio culturale italiano”. Non si tratta per altro della prima istituzione a scegliere Google come partner per la propria promozione digitale. La Galleria degli Uffizi di Firenze e i Musei Capitolini di Roma sono infatti già partner di Google Art Project, mentre il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha digitalizzato un milione di opere letterarie italiane di pubblico dominio provenienti dalle biblioteche nazionali di Firenze, Roma e Napoli e le ha rese disponibili tramite Google Books. “Internet è un mezzo di tutela e diffusione del patrimonio storico, artistico e culturale mondiale”, ha sottolineato oggi Carlo d’Asaro Biondo, presidente SEEMEA di Google. 

Per proteggere il materiale dell’Istituto è stata utilizza la tecnologia di YouTube ContentID che consente di  identificare audio e video di tutti i contenuti caricati all’interno di un canale così da tutelare i diritti dell’autore all’interno della piattaforma. 

Fonte: www.wired.it

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