Home»Nonviolenza»Sei milioni gli italiani «grassi dentro»

Elena Meli

Sono magri, non hanno mai avuto problemi con la bilancia. Eppure sono “metabolicamente obesi”: hanno troppi grassi nel sangue pur essendo normopeso, principalmente perché sono pigri e non fanno alcuna attività fisica. Succede a circa sei milioni di italiani, stando alle stime della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare, che durante l’ultimo congresso ha anche dato i consigli per “dimagrire dentro”.

Secondo gli esperti una persona normopeso su quattro ha accumulato troppo grasso sul fegato, sul cuore e nei vasi: in pratica, è davvero come se questi soggetti fossero obesi in termini di rischio cardiovascolare, perché ad esempio il pericolo di infarti e ictus raddoppia e quello di ammalarsi di diabete è da quattro a cinque volte più alto rispetto a chi non ha addosso grasso di troppo, visibile o invisibile che sia. La colpa sarebbe della pigrizia epidemica: quattro italiani su dieci pur essendo un pochino attivi non fanno movimento per 30 minuti cinque volte alla settimana come consigliano i medici per tenersi in forma, uno su tre è del tutto sedentario. E chi è magro pensa che la necessità di sudare in palestra o altrove non lo riguardi, perché tutti credono che l’unica utilità dell’esercizio sia far dimagrire. Sbagliato, perché serve anche e soprattutto per avere vasi e cuore in forma.

Come accorgersi se si è “grassi dentro”? «Bastano le analisi del sangue – spiega Bruno Trimarco, presidente SIPREC –. Se trigliceridi e glicemia pur essendo nella norma sfiorano i limiti superiori e se il colesterolo buono HDL, quello che “pulisce” i vasi dal colesterolo cattivo, è basso, allora esiste la possibilità che si stiano accumulando grassi nell’organismo. Si può inoltre dosare l’insulina circolante per capire se c’è insulino-resistenza, e quindi la tendenza ad ammalarsi di diabete; un’ecografia epatica, quindi, può indicare se si sono depositati troppi grassi nel fegato». Questa condizione si chiama steatosi epatica e non è irrilevante per la salute: il fegato di norma smaltisce i grassi e produce metaboliti “buoni”, ma se è sovraccarico di grasso inizia a sintetizzare fattori infiammatori che aumentano in maniera diretta il rischio cardiovascolare. Il grasso nei vasi provoca arteriosclerosi con tutto quel che ne segue, quello sul cuore non parrebbe pericoloso di per sé ma è indicativo di un metabolismo “da obesi” con conseguenze serie per la salute. Pure una leggera pancetta è sintomo di accumuli pericolosi di grasso viscerale nell’organismo: chi è magro ma ha un po’ di ciccia proprio sul girovita dovrebbe senz’altro provare a perderla e a dimagrire anche “dentro” facendo regolarmente esercizio fisico. «Una corsa leggera, andare in bici, nuotare sono tutte attività che bruciano per primo proprio il grasso viscerale, facendo sì che il fegato si “disintossichi” – raccomanda Trimarco –. Occorre poi, naturalmente, una dieta adeguata: non deve essere ipocalorica, visto che si tratta di persone normopeso, ma deve contenere pochi grassi saturi e colesterolo».

Fonte: www.corriere.it

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