Home»Nonviolenza»Educazione»Il merito di Profumo maschera il disinvestimento nella scuola

Gennaro Carotenuto

Stiamo tutti leggendo bozze del decreto legge che, per l’ennesima volta, rivoluzionerà il sistema educativo italiano senza essere riusciti neanche a far entrare in vigore i disastri scritti da terzi per Mariastella Gelmini. Ancora una volta la parolina magica è “merito”. In nome del merito in Italia si può fare tutto e il contrario di tutto. Ci sarà tempo di parlarne nei prossimi giorni – il decreto è atteso per mercoledì – ma almeno un puntino sulle “i” è già doveroso metterlo: il merito, caro Profumo, è una cosa bella tra adulti consenzienti e ognuno può meritare come vuole; ma quando il merito coinvolge minorenni allora è stupro.

L’idea di selezionare gli alunni migliori del ministro Francesco Profumo è nefasta per due motivi. In primo luogo è solo l’ultima foglia di fico con la quale nascondere il disinvestimento dalla scuola pubblica. In secondo luogo cela l’estraneità del governo dei tecnici alla democrazia, il compito della quale – per l’educazione – non è fare emergere i migliori ma portare tutti, investendo sui peggiori, ad un livello minimo. I bambini, gli adolescenti non possono essere già scarti del sistema e l’ultimo della classe può ambire ed essere motivato a divenire penultimo, ma se la scuola si concentra sui primi, saprà di aver perso in partenza.

Regalare, come vuol far Profumo, ingressi nei musei agli studenti bravi, cosa vuol dire? Che andranno ai musei gli studenti che in genere sono già seguiti, che hanno libri in casa, che viaggiano, che per questo sono già naturalmente i migliori. Premiare loro che sforzo è? La scuola pubblica deve portare nei musei gli studenti peggiori. Premiare le scuole dei quartieri buoni, premiare i licei piuttosto che le professionali è la negazione della funzione civile della scuola pubblica.

Va bene premiare il merito (essere contro il merito in Italia ormai è come essere contro la mamma o la pastasciutta) ma il problema del paese è il degrado delle classi medie e la lumpenizzazione delle classi popolari. Bisogna premiare Lucignolo e Franti, continuando a investire su di loro, non abbandonandoli a loro stessi. Bisogna investire nelle scuole di periferia, nelle scuole degradate, in edilizia scolastica, incentivare, loro sì che sono adulti, gli insegnanti migliori a lavorare nelle scuole peggiori per renderle  un po’ meno peggio. Bisogna lavorare per non lasciare indietro nessuno. Se si sforza può capirlo anche Profumo.

Fonte: www.gennarocarotenuto.it

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