Home»Città possibile»Il nostro sarà un mondo intelligente a partire dalle città

Giuseppe Scarpa

“Nel 2009, per la prima volta nella nostra storia, metà della popolazione mondiale si è concentrata nelle città. Questo significa che il 50% degli esseri umani copre il 2% della superficie del pianeta consumando il 75% della sua energia e producendo l’80% di emissioni di anidride carbonica”. Non ha dubbi Carlo Ratti, ingegnere e professore al Mit (Massachusetts Institute of technology di Boston), sulla strada da seguire. Le smart city rappresentano il presente e il futuro per la sostenibilità del pianeta. Ma cosa sono in concreto e come fa una città a essere intelligente?  Di tutto ciò si è discusso al Forum PA, nella nuova Fiera di Roma, in occasione della prima giornata su “L’impegno delle amministrazioni per le smart city e smart community”. 

I vari relatori che si sono susseguiti al tavolo del convegno – dall’assessore alla Semplificazione e digitalizzazione della regione Lombardia Carlo Maccari al coordinatore del comune di Genova sulle smart city Gloria Piaggio – hanno ribadito la necessità di coniugare la tecnologia con ciò che già esiste. E degli esempi, concreti, sono stati portati dal professore del Mit. “In Trentino – ha spiegato Ratti – c’era il problema di valorizzare delle baite abbandonate”. Alle baite, poco luminose, quindi con elevato consumo energetico è stato completamente ricostruito il tetto. Lamelle più una base in vetro. “ Così – ha sottolineato Ratti – si recupera la luce e si abbassano i consumi”. Un esempio dunque per tutti su come ottimizzare l’esistente. “La tecnologia quando funziona non la si vede”, ha precisato Ratti. Come avviene per un progetto pensato per il rilancio di un’area storica abbandonata di Guadalajara, in Messico.  “Le abitazioni all’interno e i cortili tradizionali delle case latino americane vengono ripensati come luoghi di lavoro. Immaginate di poter lavorare durante tutto l’anno all’esterno, in un cortile”. 

Tutti i relatori d’accordo sulla necessità di rendere intelligenti le città. Tecnologia avanzate per migliorare la qualità della vita riducendo l’inquinamento, aumentando l’efficienza del trasporto pubblico e delle reti internet. Ma per arrivare a questo risultato, ha spiegato Carlo Maccari “bisogna lavorare anche sulle persone perché quasi il 50% degli italiani è allergico alla tecnologia”. Le risorse, comunque, per rendere “tecnologici” gli italiani e le città,  non dovrebbero mancare. Mercoledì, sempre al Forum PA, c’è stato l’annuncio shock (positivo) del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: “ Quasi un miliardo di euro di finanziamenti per le smart city”. 

Fonte: www.wired.it

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