Home»Articoli»Grillo, la risposta allo sfascio dei partiti

Antonella Policastrese

Soffia il vento del cambiamento. La protesta si fa sentire ed i partiti, coloro i quali occupano il parlamento, non sono più graditi. Destra e sinistra non significano nulla; sono piuttosto comitati d’affari coadiuvati nel loro operare da un tecnico calato dall’alto, sostenuto a sua volta da un presidente della Repubblica che sta esercitando un ruolo non consono al suo mandato.

Negare il boom del “Movimento 5 Stelle” è come avere un buco sul soffitto di casa e dire che si tratta di un abbaino. Il vento della protesta ha contagiato chi nella politica ci crede e sta tentando di innovarla, ad iniziare prima di tutto dall’uso di un linguaggio chiaro e diretto che non risponde ai canoni di un politichese di facciata, dove ciò che si afferma un attimo prima, viene negato subito dopo.

Promesse tradite, le loro, promesse da marinaio; se non quelle che li riguardano direttamente e che in Parlamento si limitano ad alzare la manina invece di affrontare i problemi reali, quelli della gente stremata da una crisi sistemica, che serve solo a far fallire gli Stati.

Eppure non è lontano il tempo di quando Grillo per suonare la sveglia si rivolse al PD per farne parte. All’epoca Bersani non solo non accettò la proposta ma ci mancò poco che ergesse una cortina umana munita di forconi per difendere la sua persona e un apparato di partito, così obsoleto che coopta i propri simpatizzanti con il solito becero sistema.

Allora, in mezzo a questo bailamme, se l’unico modo per farsi ascoltare è contestare i partiti tradizionali votando Grillo, l’obiettivo è stato raggiunto. C’è voglia di fare politica; desiderio di partecipare democraticamente alla vita del Paese, contestando decisioni calate dall’alto. Se i giornali si curassero di capire cosa si agita nella pancia della società, si accorgerebbero che il fenomeno Grillo non è isolato.

Qualcosa bolle in pentola in questa nostra sgangherata realtà. C’è la volontà di dar vita da nord a sud ad una lista civica nazionale dei movimenti che da tempo analizzano la situazione italiana costituita da professionisti seri e preparati, che hanno deciso di non starsene in panchina ma contribuire al cambiamento della società. Eppure non c’è più cieco di chi non vuol vedere, più sordo di chi non vuol sentire. Non sarebbe il caso di cominciare a raccontare seriamente la nostra realtà?

Fonte: www.agoravox.it

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