Home»World News»Asia»La Bayer e le cavie umane

Da alcuni mesi il colosso della farmaceutica è stato messo sotto accusa dall’azione di coraggiosi giornalisti e dalla società civile. In India si conterebbero 138 morti in soli 4 anni.

La Bayer continua ad aumentare il numero di pericolose sperimentazioni sui farmaci condotte nei paesi poveri. Secondo il Ministero della Sanità Indiano, almeno 138 persone, usate come cavie umane per i farmaci, avrebbero perso la vita in studi commissionati dalla BAYER in India negli ultimi 4 anni. La maggior parte di questi soggetti sono estremamente poveri e analfabeti. Ed in molti casi la dichiarazione di consenso è firmata da terzi e pochissimi sono consci dei rischi a cui vanno incontro. E la multinazionale di origine tedesca ha pagato ai parenti delle vittime, indennizzi di soli 5.250 dollari.

Nella la sua massiccia partecipazione per oltre 125 anni nei settori di salute, agricoltura e chimica industriale, la Bayer ha accumulato una notevole storia di crimini multinazionali, che vanno dalla fabbricazione di sostanze mediche controverse (eroina, Ciproxin, Baycol), allo sviluppo di veleni e agenti chimici per uso bellico (Chlorine gas, Zyklon B e VX), all’utilizzo del lavoro forzato durante la seconda guerra mondiale, a numerosi casi di avvelenamenti, effetti collaterali e inquinamento ambientale, collegati ai suoi prodotti chimici e farmaceutici.

Al momento, la BAYER, in India, secondo la Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, avrebbe in corso studi commissionati sul farmaco anticancro Nexavar, sul VEGF, un farmaco per gli occhi e sul Kogenate per il trattamento dell’emofilia. Si sarebbero invece conclusi da poco i test sul Levitra, per il trattamento dell’impotenza, sul controverso prodotto anti trombosi, Xarelto, sul farmaco contro il diabete, Glucobay, sulla spirale agli ormoni, Mirena e sull’agente di contrasto per i raggi X, Gadovist. La BAYER conduce esperimenti su soggetti umani anche in altri paesi con ampie popolazioni povere, come la Colombia, il Pakistan, la Moldova, le Filippine e la Cina.

Fonte: Acu, Associazione Consumatori Utenti – www.aamterranuova.it

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