Home»Diritti umani»Foreste: Enel inonda, Unimondo pianta

Ho una notizia buona ed una cattiva. Con quale iniziamo? Ok. Con la cattiva….Poi, però, finiamo in bellezza.

L’Enel sta costruendo una mega-diga in Colombia. L’ ecomostro verrà costruito nella regione del Huila, El Quimbo. Si tratta di una centrale lunga 151 metri e alta 66 che sarà in grado di produrre 400 megawatt di energia destinata all’esportazione. A lavorare alla sua costruzione è un’impresa italiana, la Impregilo, importante player internazionale con circa 2600 chilometri di reti infrastrutturali in gestione in paesi quali Brasile, Colombia e Argentina. Insomma, uno tra i deforestatori più importanti al mondo.

La diga verrà a sommergere ampi tratti di foresta oltre alle terre di contadini e indigeni. La grande muraglia di cemento armato è realizzata dalla colombiana Emgesa, una sussidiaria della spagnola Endesa, a sua volta controllata al 92% dall’ Enel. Per realizzare questa centrale idroelettrica, si inonderanno 8500 ettari di terra molto fertile, parte della Riserva Forestale Amazzonica, che ora dà da mangiare a migliaia di persone. Saranno inoltre inondati, come ci racconta l’Osservatorio sulle foreste primarie del pianeta, sei comuni con le case di circa 400 famiglie. Centinaia di contadini, pescatori e braccianti dovranno lasciare le loro case e i campi, circa 2000 persone perderanno il lavoro e la fonte di sostentamento. Sarà inoltre in grave rischio la sicurezza alimentare di tutta la regione, perché la zona che sarà inondata, ricca in biodiversità, produce attualmente mais, tabacco, riso, sorgo, soia, cacao, frutta, carne e latte. Saranno inondati siti di interesse culturale ed archeologico.

Le proteste nonviolente delle comunità organizzate sono represse con violenza dalle squadre antisommossa armate dal governo colombiano in accordo con la multinazionale. Si sta facendo spazio con la violenza allo sviluppo di questo megaprogetto che porterà molta ricchezza nelle mani di pochi e diffonderà fame e disperazione tra le comunità del posto, che, secondo “salva le foreste” si ritroveranno senza casa, senza lavoro, senza pesce da pescare né terra da coltivare, con gli ecosistemi distrutti… L’Università Surcolombiana, in aggiunta, stima che durante i 50 anni di produttività dell’impianto idroelettrico, Endesa pagherà al dipartimento dell’Huila all’incirca 135 milioni di euro, contro i 480 milioni di euro che la regione perderà per la cessata produzione agricola dell’area inondata. A fronte di un tale impoverimento, la multinazionale registrerà, nello stesso periodo, un guadagno di 2.294 milioni di euro. Insomma, scegli tutto compreso Enel. E’ compresa per un mese anche l’inondazione gratis… così la nostra Pellegrini potrà nuotare quanto gli pare.

Ed ora la buona notizia; come promesso. In Kenya il progetto Tree is Life, grazie ai lettori di Unimondo che hanno aderito alla campagna 1 fan 1 albero, ha piantato quasi 30.000 alberi. A dire il vero la campagna prevedeva che ad ogni fan della pagina di facebook di Unimondo venisse piantato un albero. Ebbene ne hanno piantati molti di più. Kenya batte Italia 3 a 2. Loro hanno piantato quasi 30.000 alberi e noi non abbiamo ancora raggiunto i 20.000 fan. Forza ragazzi… siamo indietro. Invitate i vostri amici a diventare fan di Unimondo su facebook.

La piantumazione è stata realizzata da decine di “feste dell’albero” (vedi foto) coinvolgendo più di 40 scuole primarie e secondarie. A supportare l’impianto sono stati coinvolti 36 gruppi di auto mutuo aiuto. Gli alberi che vengono piantumati sono soprattutto alberi indigeni resistenti alla siccità. All’interno dei cortili delle scuole sono stati piantati molti alberi da frutto in modo da fornire vitamine ai ragazzi che frequentano le scuole stesse.

Chi è il regista di tutto ciò? Il suo nome è Martin Mwanghi, coordinatore di Tree is Life, già vincitore di ben 3 premi regionali sulla riforestazione. Martin da 10 anni non ha mai smesso di piantare e credere fortemente nel progetto tanto da creare il clamoroso sorpasso. Martin andrà a breve a Nairobi per nuove avventure e nuovi progetti.

A far bene bisognerebbe darci da fare per aumentare i fan di Unimondo su facebook sino a quota 30.000 in modo da pareggiare i conti. Per questo siamo a chiedere l’aiuto ai nostri lettori. Entro fine anno ce la facciamo? Nel frattempo vi terremo informati riguardo la Colombia. Non vorremmo mai che il nostro impegno fosse un domani esondato da ecomostri.

Fonte: www.unimondo.org

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