Home»Nonviolenza»Salute naturale»Biberon in plastica: uno studio europeo su 450 biberon sostiene che il materiale cede sostanze.

Foltran Luca

Gli scienziati del JRC (European Commission Joint Research Centre di Ispra) hanno recentemente concluso un approfondito studio al fine di monitorare potenziali problemi di migrazione derivanti dai biberon costituiti da materiali differenti rispetto al policarbonato.
E’ ormai noto infatti che, a fronte delle ultime Direttive Europee, dal giugno 2011 questo materiale non è più impiegabile per la realizzazione di biberon e le aziende hanno studiato materiali che potessero sostituirlo ricorrendo però ad altre tipologie di plastiche che non sempre sono esenti da altre problematiche.
Lo studio presenta dati significativi se si considera che a conclusione del rapporto, la raccomandazione degli scienziati del JRC verso i laboratori di controllo ufficiali riguarda l’intensificazione dei controlli sulle materie plastiche sostitutivi attualmente in uso.

Sono stati monitorati 450 biberon costituiti da differenti tipi di plastica di uso comune (policarbonato, polietersulfone, poliammide, polipropilene, silicone, ecc) acquistati sull’intero territorio europeo.

I risultati, sorprendenti, hanno portato alla conclusione che non vi è quasi nessun rilascio di BPA dalle bottiglie in policarbonato, mentre il BPA è stato individuato in quantità rilevanti in biberon di poliammide.
Le bottiglie in polipropilene e silicone ha mostrato il rilascio di sostanze che non figurano nell’elenco positivo delle sostanze ammesse ad essere impiegate a contatto con alimenti (compresi gli ftalati, sostanze tristemente note per la loro pericolosità) e questo aspetto dovrebbe essere preso in seria considerazione nelle future valutazioni del rischio.
Nel dettaglio,nessun problema è stato trovato per bottiglie in PES (polieteresulfone) o per il nuovo polimero Tritan relativamente al rilascio di sostanze pericolose, anche se per questo ultimo, la dimensione del campione su cui si è indagato è limitata e potrebbe essere necessario un ulteriore monitoraggio.

Un problema importante per le bottiglie di Poliammide (PA) è stato identificato nella migrazione di BPA (Bisfenolo A) in quantità rilevanti. Bottiglie a base di PP (polipropilene) hanno mostrato migrazione di sostanze non ammesse, e in particolare DIPN (di-isopropilnaftalene), una sostanza contenuta tipicamente negli inchiostri e nella carta riciclata, presente in circa il 45% delle 149 bottiglie analizzate (che potrebbe quindi derivare da una contaminazione dei vari foglietti illustrativi stampati e inseriti all’interno dei biberon).

Altro problema significativo potrebbe derivare dalla presenza di biberon in silicone in crescendo sul mercato dell’Unione europea a causa della migrazione di ftalati, riscontrati in quantità rilevanti (nello specifico DiBP , DBP e DEHP).
Sembra quindi che la decisione di eliminare il Policarbonato dal mondo dei biberon non sia stata sufficiente per risolvere i problemi legati all’utilizzo della plastica in articoli di questo tipo.
Il problema non deve essere sottovalutato se si considera che questi articoli sono destinati ad essere impiegati per l’alimentazione di bambini ed infanti, soggetti che dovrebbero essere particolarmente tutelati.

NOTA SULLO STUDIO: Le condizioni impiegate nella valutazione sono quelle prescritte per la valutazione di materiali destinati al contatto alimentare, come da disposizione del Regolamento 10/2011 (ex Direttiva Europea 2002/72/CE, contatto con simulanti alimentari di 2 ore alla temperatura di 70°C 


eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • NONVIOLENZA
  • ABOUT
  • CONTACT