Home»Ecologia»Mar Nero e Mediterraneo uniti dall’eolico offshore

Francesco Musolino

Sarà possibile creare dei parchi eolici offshore anche nei mari del sud d’Europa? Come si integrerebbero con gli ecosistemi e con le economie locali? Produrre energia pulita e rinnovabile è molto importante per il nostro futuro ma il progetto CoCoNet (Towards COast to COast NETworks) appena varato a Roma, evidenzia la chiara volontà di non scendere a compromessi, di non voler sacrificare la natura per produrre energia, anche se rinnovabile. Le comunità scientifiche di 22 stati si sono interrogate nella due giorni romana (27-28 febbraio) circa la fattibilità dei parchi eolici offshore ma il tutto è partito dalla necessità di creare una rete di collegamento fra le aree marine protette, sino ad oggi entità sconnesse perché di pertinenza dei singoli stati e per tale motivo mai oggetto di finanziamenti derivanti dall’Unione Europea. Il progetto CoCoNet, lanciato dal CNR di Roma – cui hanno partecipato oltre 100 ricercatori scientifici provenienti da 39 istituti internazionali tra cui Egitto, Tunisia, Georgia, Ucraina, Russia, Israele, Turchia – mira alla costruzione di una rete di aree marine protette, analizzando tutte le conoscenze disponibili fra il Mar Mediterraneo e il Mar Nero e tenendo conto sia del mare aperto che dell’alto mare. Il progetto si rivela imponente perché dovrà valutare in primo luogo tutte le variabili dell’aspetto ambientale. Difatti nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero, diversi stati si affacciano sugli stessi bacini e per questo la costituzione di vaste aree marine protette non sarà affatto facile, inoltre i parchi eolici offshore dovranno essere posizionati per sfruttare al massimo i venti, senza però danneggiare le biodiversità marine né causare impedimenti alle attività dell’uomo. Ovviamente i ricercatori dovranno trovare anche un accordo che sancisca un nulla osta giuridico, con una disciplina comune per tutti e 22 gli stati partecipanti, per far in modo che la rete costituita possa operare in modo fattivo e con piena tutela. Il progetto CoCoNet è un grande risultato per l’Italia poiché è guidato dal prof. Nando Boero dell’unità di Ricerca CoNISMa dell’Università del Salento e associato al CNR- ISMAR e già insignito del prestigioso “Faculty member of the Year award”. CoCoNet è interamente finanziato dalla Commissione Europea con 11 milioni di euro (nell’ambito del settimo Programma Quadro) e vuole innescare un processo comunitario che incentivi la produzione di energia rinnovabile, con la piena tutela del territorio. Oggi gli impianti eolici offshore sono in grande crescita in tutto il mondo e lungo le coste europee, lo scorso anno, sono stati investiti 2,4 miliardi di euro per posizionare 235 turbine in 9 diversi parchi eolici. Tuttavia il rapporto della European Wind Energy Association chiarisce che questi si trovano tutti a largo di Gran Bretagna e Germania e pochi a largo della Danimarca e del Portogallo. Nessuno a largo delle coste del sud d’Europa, dunque, e la situazione è insostenibile visto che un parco eolico offshore può produrre sino a 200 MegaWatt. Ma bisogna tener conto dei fattori negativi come la rumorosità, l’impatto visivo (entro 30 km dalla costa) e quello sulle biodiversità, dalle rotte degli uccelli ai cavi marini che trasporteranno a terra l’energia pulita e che potrebbero disturbare l’ecosistema marino.

Fonte: www.wired.it

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