Home»Ecologia»Mobilità dolce»Il caramello della cola è cancerogeno

Il caramello usato per le bevande zuccherate può causare il cancro. Sotto l’occhio del ciclone Coca Cola e Pepsi, per l’uso di una sostanza, il 4-metilimidazolo o 4-MI, contenuto nel caramello utilizzato come colorante, anche in altre bibite.

Tutto era partito da un’indagine commissionata da un’associazione di consumatori americana, che ha rilevato il potenziale pericolo cancerogeno di questa sostanza. Ed il Center for Science in the Public Interest (CSPI) nel febbraio 2011 aveva formulato una petizione nei confronti della FDA, l’agenzia governativa che controlla la sicurezza di farmaci e alimenti, affinché vietasse esplicitamente questo tipo di colorante – caramello. 

Il direttore esecutivo Michael F. Jacobson del CSPI ha esplicitamente criticato Coca-Cola e Pepsi, perché, sempre secondo lo stesso direttore, starebbero inutilmente esponendo milioni di americani a una sostanza chimica pericolosa.

“È urgente fare chiarezza sul caramello presente nelle bibite commercializzate in Italia” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in riferimento all’allarme proveniente dagli Stati Uniti sui pericoli per la presenza di caramello in molte bevande.

Intanto negli Stati Uniti Coca Cola e Pepsi hanno annunciato di voler ridurre la quantità del 4 metilimidazolo, presente nel caramello solfito-ammoniacale, classificato come E 150.

“Il colore nero di alcune bibite – ha spiegato Agostino Macrì, responsabile per la sicurezza alimentare dell’UNC – è dovuto all’aggiunta del caramello che si ottiene con un particolare trattamento termico dello zucchero: ne esistono quattro tipi di differente composizione chimica e recentemente l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha definito le dosi accettabili giornaliere di ognuno. Tuttavia – ha proseguito Macrì – nelle etichette dei prodotti commercializzati sul mercato è indicata di norma la presenza di un solo caramello senza specificare di quale dei quattro si tratti”.

“È una grave lacuna informativa – ha affermato l’avvocato Dona – e per questo già un anno fa abbiamo chiesto formalmente alle aziende del settore e ad ASSOBIBE (Associazione Italiana tra gli Industriali delle Bevande Analcoliche) di fornire informazioni sulle attività di controllo, ma non abbiamo ricevuto i chiarimenti richiesti: l’industria sembra ignorare le preoccupazioni dei consumatori”.

L’Efsa un anno fa ha rivisto la sicurezza dei coloranti al caramello autorizzati per l’uso alimentare nell’Unione europea, e ha ridotto il consumo giornaliero accettabile per uno di tali coloranti, l’E150c. Si tratta di coloranti aggiunti al cibo, usati in un’ampia varietà di prodotti, dalle bevande non alcoliche ai prodotti dolciari, dalle zuppe alla birra, e classificati in quattro classi, a seconda dei reagenti usati nella loro produzione.

Fonte: www.aamterranuova.it

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