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Lorenzo Mannella

Ormai è ufficiale, Facebook si quota in borsa per 5 miliardi di dollari. Un bel traguardo per il social network, ma questo non significa che una volta messo piede a Wall Street la company di Menlo Park sia al riparo dal fallimento. Già, perché nonostante gli 850 milioni di utenti e il business miliardario, per Mark Zuckerberg potrebbero affacciarsi degli ostacoli nell’advertising. 

Infatti, come spiega TechCrunch, nel file presentato dall’azienda al momento della quotazione sono indicati tutti i rischi che minacciano la solidità di Fb. Uno fra tutti, la mancanza di un servizio mobile che generi profitti. E poi, ci sono sempre le leggi sulla privacy e Google dietro l’angolo. Ma andiamo con ordine. 

La piattaforma mobile

Come accennato prima, Facebook mobile non porta un centesimo nelle tasche di Zuckerberg. La piattaforma per smartphone non è pensata per ospitare inserzioni pubblicitarie e si sta trasformando in una sorta di peso morto. Infatti, più il numero di utenti che utilizzano l’app mobile cresce, più l’azienda è costretta a investire risorse nella gestione del servizio. L’unica soluzione sembra quella di inserire gli ads anche nella versione mobile, ma non sarà così facile far accettare l’idea agli utenti. 

Ma c’è un altro punto debole: la dipendenza della app mobile di Fb dai sistemi operativi Android, Blackberry e Apple. Ogni volta che i big dei sistemi smartphone aggiornano i loro software, Facebook deve correre ai ripari per assicurarsi che la sua piattaforma non incorra in bug o venga penalizzata rispetto ai concorrenti. Inoltre, Facebook non ha il controllo sulle transazioni che avvengono attraverso le app. Insomma, per non perdere la gara ci sarebbe proprio bisogno di un software targato Menlo Park. 

La competizione

Là fuori è una giungla, e Zuckerberg lo sa bene. Google, Microsoft e Twitter fanno a gara per soffiare a Facebook le fette di mercato legate agli Internet products e all’online advertising. Il numero di utenti iscritti al social network sono un’ottima garanzia, ma nessuno può assicurarsi che rimangano sempre fedeli a Menlo Park. Questo vale soprattutto per i paesi come Russia e Cina dove spopolano piattaforme alternative come V Kontakte e Weibo. Cosa succederebbe se anche in Europa e America nascesse un rivale in grado di scalzare il primato di Facebook? 

Ma il vero rischio per i profitti di Fb arriva dall’interno, e si chiama Zynga. La company in affari con Zuckerberg che offre le piattaforme di giochi ospitate dal social network. Ebbene, l’azienda divenuta famosa per Farmville contribuisce al 12% dei proventi incassati da Menlo Park. Immaginatevi cosa potrebbe succedere se le due company rompessero il proprio sodalizio.

Per Facebook sarebbe un colpo durissimo, soprattutto al portafoglio. 

Censura e privacy

Le politiche di censura operata dai governi autoritari potrebbero frenare la crescita del social network bloccando l’accesso da parte degli utenti, come è successo in Cina, Iran e Siria. Nei paesi democratici, Facebook deve invece affrontare le leggi sulla tutela dei dati personali. Le normative di Europa e Usa sono molto differenti tra loro e Menlo Park potrebbe avere non pochi grattacapi nell’adeguarsi ai nuovi aggiornamenti. 

L’ultimo, la proposta per il diritto all’oblio digitale avanzata dal commissario europeo Reding, potrebbe costringere Zuckerberg ad avanzare con i piedi di piombo. E a rimetterci un sacco di soldi. Lo stesso vale per il numero esorbitante di bug di cui è costellato il software alla base del social network. Le falle nel sistema di sicurezza di Fb hanno causato episodi spiacevoli più di una volta, e non è scontato che qualcuno un giorno possa anche decidere di fare causa a Menlo Park. 

Le persone

Tra le preoccupazioni di Zuckerberg ci sono anche gli utenti. Gli 850 milioni di profili Facebook fanno gola a chiunque, ma con il tempo il social network dovrà affrontare un inesorabile declino del numero totale di iscritti. Ma il vero nocciolo della questione è fare in modo che il numero di utenti attivi continui a salire, perché è proprio dalla mole di informazioni pubblicate ogni giorno che Menlo Park trae i suoi profitti. 

Ma a preoccupare il business del social network ci sono anche le persone che lavorano nell’azienda. Fare affidamento su figure forti come quelle di o Sheryl Sandberg è molto rischioso. Se decidessero di mollare tutto o peggio di passare alla concorrenza sarebbe un disastro di dimensioni epiche per il business di Facebook. Senza contare che il Ceo Zuckerberg – in possesso della maggioranza delle azioni – ha sempre l’ultima parola in merito alle decisioni chiave.

Fonte: www.wired.it

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One Response to "Tutti i punti deboli di Facebook"

  1. Gabriella De Simon   3 febbraio 2012 at 20:25

    Esiste una gestione troppo centralizzata in FB, molto dipende da Zucherberg e ciò impedisce una visuale più ampia, costruttiva e democratica. Inoltre, i titolari dei Profili, me compresa, si stanno seccando di ricevere tanta pubblicità, che arricchisce Menlo Park. La disponibilità gratuita del social network non giustifica del tutto tale unilaterale forte arricchimento. Una migliore gestione del network potrebbe indirizzarlo ad un uso più utile per la comunità.

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