Home»Nonviolenza»Salute naturale»Il cesareo obbligato della malasanità

Il ministro della Sanità invia i Nas per fare luce nei reparti di ostetricia e ginecologia. Il cesareo viene incentivato per motivi economici. I numeri confermano che nel nostro paese si ricorre al cesareo nel 38% dei casi

I Nas indagano negli ospedali italiani per scoprire i possibili conflitti di interesse sul ricorso massiccio al taglio cesareo. I dati riportati dal Ministero sono allarmanti, costringendo l’Istituto Superiore di Sanità a stilare un decalogo sul parto, scoraggiando, laddove non necessario, il ricorso al cesareo. Ecco dunque la decisione del Ministro della Salute Renato Balduzzi di inviare il reparto speciale dei carabinieri nei vari reparti ospedalieri della Penisola.

Dietro alle decisioni sul parto cesareo ci potrebbero essere addirittura dei comportamenti opportunistici e dolosi, che il Ministero ha l’obbligo di verificare. Il ministro Balduzzi sembra che voglia fare piena luce su questa vicenda, che relega il nostro paese tra gli ultimi in classifica nel servizio alle partorienti. In Italia si registra un’incidenza del 38,2%, contro una media che l’Organizzazione mondiale della sanità indica attorno al 15%. 

Quali potrebbero essere i conflitti di interesse e gli abusi da parte dei medici? Ovviamente ci sono di mezzo i soldi. un taglio cesareo viene infatti pagato alle singole realtà ospedaliere come operazione chirurgica, per una cifra nettamente superiore rispetto a quella corrisposta per un parto naturale. Inoltre, quasi la metà dei punti nascita effettuano meno di 500 parti all’anno, il che implica una minore sicurezza e una maggiore propensione al cesareo da parte dei medici, la cosiddetta «medicina difensiva», per evitare possibili contenziosi.

Fonte: www.aamterranuova.it

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