Home»Foto»Camera, salta la legge del «bavaglio al web»

Giovanni Fava

Salta dalla «Legge comunitaria 2011» la norma, battezzata «bavaglio al web», secondo la quale un «qualunque soggetto interessato», e non più solo le autorità competenti, avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite o la disabilitazione dell’accesso alla medesima. Inoltre il fornitore del servizio avrebbe avuto l’obbligo di monitoraggio preventivo delle attività o dei contenuti potenzialmente illeciti, o altrimenti ne avrebbe risposto in concorso di colpa.

“SOPA” ITALIANO

L’articolo 18, frutto di una proposta del deputato della Lega Giovanni Fava, era stato oggetto di numerosi emendamenti da parte di tutti gli altri gruppi parlamentari. La norma, però, in sede di commissione delle Politiche Ue era stata approvata. In pratica, una specie di “Sopa” italiano, la proposta americana di legge antipirateria che nei giorni scorsi ha provocato un’insurrezione sul web.

INFORMAZIONE

La legge in discussione mercoledì alla Camera avrebbe avuto, secondo gli emendatori, come conseguenza che chiunque avesse scritto a un server o un provider avrebbe ottenuto la censura di una notizia o di qualsiasi altro contenuto, compresa la pubblicità. Sarebbero stati toccati, secondo chi contesta la norma Fava, tutti i siti (anche quelli giornalistici) e i social network come Facebook e Twitter.

OPPOSIZIONE

Pdl, Pd (compresi i Radicali), Udc, Fli, Idv e Api hanno presentato in Aula lo stesso emendamento soppressivo, ce è passato a larga maggioranza (365 voti a favore, 57 contrari e 14 astensioni). A favore degli emendamenti si sono espressi anche il relatore del ddl Comunitaria, Mario Pescante (Pdl), e il ministro degli Affari europeo, Moavero Milanesi.

Fonte: www.corriere.it

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