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Twitter scrive a Google

Il Post

Ieri, martedì 10 gennaio, Google ha presentato una serie di importanti novità per il suo motore di ricerca e il suo social network Google+. I due servizi sono stati resi dipendenti l’uno dall’altro per restare più facilmente in contatto con i propri amici e rendere più personali le ricerche online. Questo significa che ognuno di noi vedrà per una stessa chiave di ricerca pagine dei risultati diverse (cosa che in verità succedeva anche in passato, ma meno di frequente e – niente paura – rimane un’opzione), calibrate sui propri interessi e su quelli degli amici. L’idea di Google non è però piaciuta per nulla ai responsabili di Twitter, che hanno deciso di far sentire le loro ragioni con un messaggio più lungo dei canonici 140 caratteri consentiti sul loro social network.

Per anni, le persone hanno fatto affidamento su Google per ottenere i risultati più rilevanti ogni volta che volevano trovare qualcosa su Internet.

Spesso, queste persone vogliono sapere qualcosa di più sulle cose che succedono nel mondo e sulle notizie più recenti. Twitter si è rivelato uno strumento essenziale per avere informazioni in tempo reale, con più di 100 milioni di utenti che inviano 250 milioni di messaggi ogni giorno praticamente su qualsiasi argomento. Come abbiamo visto in più occasioni, le notizie arrivano prima su Twitter; da ciò ne deriva che i profili di Twitter e i singoli messaggi sono spesso i risultati più rilevanti.

Siamo preoccupati dal fatto che i cambiamenti apportati da Google possano rendere più difficile il reperimento di queste informazioni da parte di tutti. Pensiamo sia una brutta cosa per le persone, per gli editori, per chi si occupa di informazione e per gli utenti di Twitter.

Un messaggio così diretto nei confronti di un concorrente non era stato mai espresso in questo modo da Twitter. Dietro alle preoccupazioni del social network si celano probabilmente altri timori legati alla possibilità che Google tenda a favorire nelle pagine dei risultati le cose pubblicate dagli utenti su Google+, rispetto ai tweet, portando a una riduzione del traffico per Twitter oltre che a una sua minore presenza sul motore di ricerca.

Google ha rapidamente risposto al messaggio di Twitter, ricordando che la società è da sempre impegnata a offrire ai propri utenti i risultati più pertinenti rispetto alle ricerche che hanno compiuto, senza alcun tipo di discriminazione nei confronti di particolari siti (salvo non violino le regole del motore di ricerca). Sul proprio profilo ufficiale su Google+, la società ha poi pubblicato una breve considerazione sull’atteggiamento dei responsabili di Twitter:

Siamo un pò sorpresi dalla reazione di Twitter sul nostro nuovo sistema di ricerca online perché loro hanno scelto di non rinnovare il loro accordo con noi la scorsa estate.

Nel messaggio Google fa riferimento a un accordo stretto con Twitter nel 2009, che consentiva al motore di ricerca di mostrare i risultati provenienti dal social network in tempo reale sulle proprie pagine. Il sistema era alla base del servizio Google Realtime, chiuso la scorsa estate proprio a causa della decisione di Twitter di non rinnovare l’accordo. Sembra che il social network avesse chiesto a Google una cifra notevole, intorno ai cento milioni di dollari, per mantenere il servizio. Da allora su Google i tweet nelle pagine dei risultati sono diventati molto più rarefatti e, da parte sua, Twitter ha cercato di compensare migliorando il proprio sistema di ricerca interno per i messaggi pubblicati dai suoi iscritti.

Fonte: www.ilpost.it

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