Home»Ecologia»Agricoltura biologica»Triturati vivi a milioni
Pulcini

Claudio Messora

Ogni anno, in Italia, 50 milioni di galline ovaiole producono 13 miliardi di uova. Poco meno di 300 a testa. Nel 2010 il fatturato delle uova è stato di 1 miliardo e mezzo. Produrre un uovo costa 0,07 € e ne rende, se destinato al consumo diretto, 0,10 €. Per 9 euro all’anno, una gallina fa una tale vita di merda che in confronto l’inferno è una gita fuori porta.

Costretta in una gabbia delle dimensioni inferiori a un foglio di carta. Le zampe seviziate dal reticolo metallico sul fondo. Il becco amputato che provoca dolore ogni giorno, fino alla morte. Nessuno spazio per muoversi. Impianto di illuminazione degno delle torture di un vietcong: perennemente al buio o perennemente esposte ad una luce artificiale. Condizioni igieniche: ricoperte di escrementi.

Se proprio dovete nascere gallina ovaiola, almeno cercate di nascere maschio. Avrete la vita più facile. Siccome non producete uova e non crescete abbastanza velocemente da rappresentare un valore aggiunto per gli scaffali dei supermercati, la vita grama del vegetale in gabbia vi verrà risparmiata. Non che veniate liberati, certo: questo scordatevelo. Verrete semplicemente uccisi alla nascita. Per la precisione, triturati vivi da una macchina che farà di voi farina di carne buona per i mangimi. Almeno morirete in fretta. Se assumiamo che per ogni due uova che si schiudono, uno contenga un maschio e l’altro una femmina, ogni anno in Italia ci sono altri 50 milioni di pulcini che aprono gli occhi al mondo poco prima di essere spremuti da un torchio di acciaio. Ottocentomila milioni di tonnellate potenziali di carne viva sottoposte a pura crudeltà.

Per evitare questo orrore non vedo soluzioni alternative rispetto al cessare di alimentare questa catena degna di un episodio di “Saw, l’enigmista”. Ma se proprio non potete fare a meno di mangiare le vostre 220 uova pro-capite all’anno, quando andate al supermercato assicuratevi almeno di comprare solo quelle che recano il codice identificativo degli allevamenti all’aperto. Il primo numero deve essere 0 (uovo da agricoltura biologica) o 1 (uovo da allevamento all’aperto). Fatelo tutti e vedrete che la produzione si adeguerà. E a voi non costerebbe poi molto: produrre un uovo all’aperto, anziché in gabbie convenzionali, costa solo 2,6 centesimi di euro in più. Undici centesimi alla settimana per consumatore. Cinque euro all’anno per salvare 50 milioni di galline da una vita atroce. O forse il vostro cinismo preferisce bersi l’ennesima birra in pace?

La direttiva europea 1999/74/CE sulla protezione delle galline ovaiole stabilisce che l’allevamento delle galline ovaiole in gabbie non modificate venga vietato a partire dal 1° gennaio 2012. Non stabilisce il divieto di utilizzo delle gabbie, ma impone una serie di vincoli al loro utilizzo. Ad oggi, 9 gennaio, l’Inghilterra sta già attuando la direttiva. I 4.970 allevamenti italiani, invece, come è consuetudine stanno a guardare.

Fonte: www.byoblu.com

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • NONVIOLENZA
  • ECOLOGIA
  • ABOUT
  • CONTACT