Home»Ecologia»Impatto ambientale delle capsule per l’espresso. Elogio ecologico della caffettiera
Caffé

Questo è un elogio ecologico della caffettiera. Il caffè mi piace moltissimo (purchè per favore venga dal commercio equo), ma fra i suoi cultori ci sono numerosi appassionati dell’espresso, di solito muniti di una macchina per il caffè tipo bar: inserisci la capsula in plastica preconfezionata usa e getta, schiacci il bottone e la tazzina si riempie.

Negli ultimi giorni si è sviluppato sul web un bel dibattito sull’alto costo economico di questa abitudine. Io aggiungerò anche il costo ecologico, tanto per completare il quadro.

Anticipo il finale: c’è un trucchetto per ridurre notevolmente il prezzo dell’espresso tipo bar fatto in casa, senza alterarne in nulla le caratteristiche. Contemporaneamente anche l’impatto ambientale cala moltissimo. Cionondimeno la caffettiera è ecologicamente imbattibile.

Qualche giorno fa sul blog Piccolo Cabotaggio, è uscito un bel post dedicato alle capsule del caffè. Il succo: un chilo di caffè costa circa 14 euro, e sarebbe sufficiente a riempire 142 capsule, che ne contengono 7 grammi l’una. Invece con 14 euro si acquistano appena 56 capsule.

L’autore sostiene che è possibile smontare, dopo l’uso, la capsula in plastica e riempirla di nuovo con caffè macinato. Dice anche che è possibile ripetere l’operazione praticamente all’infinito, riducendo drasticamente i costi dell’espresso preparato in casa.

Non spiega come si smonti e si rimonti la capsula: non chiedetelo a me che non so piantare un chiodo nel muro. Domandatelo piuttosto a lui (in fondo il link, come sempre), ma il principio è molto interessante: e non solo per via del risparmio.

Infatti ogni capsula, dopo l’uso, diventa immondizia: secondo uno studio del progetto “Rifiuti zero” del Comune di Capannori per produrre un chilo di plastica (necessario per fabbricare circa 250 capsule) servono quattro litri d’acqua, due chili di petrolio e 22 Kwh di elettricità. Il consumo stimato planetario 2010 è di 10 miliardi di capsule; quello italiano, di un miliardo di capsule, pari a 12.000 tonnellate di roba (fra capsula, fondi di caffè eccetera) che va a finire in discarica.

Infatti per avviare le capsule al riciclaggio bisognerebbe aprirle, buttare il caffè da una parte e la plastica dall’altra: il principio vale anche per quelle in alluminio. Ma dopo che sono state aperte, tanto vale sciacquarle e riempirle di nuovo come consiglia Piccolo Cabotaggio: un risparmio per il portafoglio e per il pianeta.

Anche se “riciclate” e nuovamente riempite in casa ogni volta, le capsule sono comunque meno ecologiche della caffettiera, per la quale bastano pochi minuti di gas.

Una macchina elettrica per il caffè consuma una quarantina di Kwh di energia elettrica all’anno (dati di topten, il sito dedicato a elettrodomestici e risparmio energetico): i suoi cultori fra l’altro sostengono che va tenuta perennemente accesa, perchè altrimenti l’acqua non è ben calda e il caffè è meno buono.

Ah, diranno gli aficionados dell’espresso, ma vuoi mettere l’aroma? Balle, rispondo io: in un espresso ci sono solo tre sorsi, sai che soddisfazione, mentre dalla caffettiera puoi riempire la tazzina almeno tre volte di fila. Ebbene sì, lo faccio. Ah, e ricordate: i fondi di caffè possono essere riciclati in una dozzina di modi.

Fonte: www.blogeko.it

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One Response to "Impatto ambientale delle capsule per l’espresso. Elogio ecologico della caffettiera"

  1. Fania   30 gennaio 2012 at 17:51

    La macchinetta può essere utilizzata anche con il caffè…per la macchinetta. Zero cialde, zero rifiuti. No?

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