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Eco-cucina

Intervista a Lisa Casali, eco-food blogger di ecocucina.org, che ci invita al risparmio di risorse in cucina, utilizzando per gustose ricette quelli che di solito definiamo e trattiamo come scarti e preferendo metodi di cottura a basso consumo energetico, come la pentola a pressione, la cottura al vapore in cestelli sovrapposti e la rivoluzionaria cottura in lavastoviglie a cui Lisa ha recentemente dedicato il suo ultimo libro “Cucinare in Lavastoviglie”.

Abituati alla cultura dell’abbondanza, spesso ci troviamo a buttare tantissimi scarti, soprattutto di frutta e verdura. Nei tuoi libri inviti ad abolire il più possibile il tragitto dispensa-bidone con soddisfazione dell’ambiente, del portafoglio e del palato. Per buttare di meno, non basta fare un piccolo click mentale e vedere le cose da un’altra prospettiva? Personalmente come sei arrivata a percorrere la strada dell’ecocucina?

Tutto è iniziato nella mia cucina, dopo aver preparato alcune portate a base di ortaggi mi apprestavo a buttare via un enorme quantitativo di scarti e mi sono semplicemente fatta una domanda: perché scartare quel cibo? Non era commestibile o ero io che non sapevo cucinarlo? Da quella sera ho cominciato a sperimentare e non mi sono più fermata. Il mio background scientifico, gli studi in Scienze Ambientali e l’esperienza maturata nel campo dei rischi inquinamento mi hanno permesso di andare oltre a semplici esperimenti in cucina e permettermi di sviluppare una vera e propria filosofia di riduzione dell’impatto ambientale ai fornelli basata su ciclo di vita dei prodotti, impronta ecologica e altri utili indicatori.

Nella cultura contadina di una volta si diceva che “del maiale non si butta via niente”: nella tua prospettiva neppure delle patate, dei porri, delle mele e di tantissimi altri ortaggi e verdure. Ora che è gran stagione di finocchi, ci dai qualche consiglio su come riutilizzare i gambi verdi e i rametti che di solito buttiamo?

È un vero peccato che il lusso ed il benessere ci abbiano abituato a scartare così tanto del cibo. Imparare ad utilizzare il 100% dei prodotti fa risparmiare e può dare davvero tante soddisfazioni. Pensate ad esempio ai carciofi, se utilizzate solo i cuori, ad esempio per un carpaccio a crudo, lo scarto raggiunge il 70%. Se considerate che un carciofo costa almeno 1 euro, questo significa scartare 70 centesimi. Pensate a questa cifra moltiplicata per tutti gli scarti che producete in un anno. Un altro esempio di scarto di stagione sono i finocchi. Le foglie esterne che solitamente si scartano hanno solo il difetto di essere particolarmente fibrose. Tagliando le foglie esterne finemente perpendicolarmente alla direzione delle fibre anche le foglie più esterne diventano un gustoso ingrediente, ad esempio per una lasagnetta con besciamella e formaggio da completare con i ciuffi verdi che regalano gusto e colore ai piatti.

Quali sono i tipi di cottura a minor impatto ambientale che possiamo utilizzare quotidianamente?

Irrinunciabile alleata per le cotture di tutti i giorni è la pentola a pressione. Se avete qualche remora su questa preziosa pentola superatela perché vi fa risparmiare il 50% di energia e almeno il 20% di acqua rispetto ad una pentola tradizionale. Un’altra cosa importante, quando si cuoce con pentole tradizionali, è di sfruttare il più possibile l’energia consumata. Utilizzatela per cuocere anche più portate in contemporanea ad esempio impilando cestelli di metallo o bambù sulle pentole con acqua in ebollizione.

Il tuo libro Cucinare in Lavastoviglie sta avendo un grande successo: come ti è venuta l’idea di questo tipo di cottura?

Ero alla ricerca di un modo per cuocere a impatto zero. Per caso un amico mi ha raccontato di un’amica spagnola che voleva fare una cena cotta in lavastoviglie. L’intuizione di poter cuocere mentre si lavavano i piatti mi ha colpita all’istante. Ho cominciato subito a sperimentare partendo dai cicli di lavaggio delle lavastoviglie in commercio. La sfida che mi sono data era proprio di creare ricette da cuocere nella durata del ciclo di lavaggio. Mano a mano che sperimentavo scoprivo nuovi benefici che mi conquistavano sempre di più e che per fortuna hanno conquistato anche il mio editore Gribaudo con cui avevo già pubblicato il mio precedente libro “La cucina a impatto (quasi) zero”. I benefici più importanti della cottura in lavastoviglie sono il risparmio di acqua ed energia e la possibilità di cuocere a bassa temperatura senza dover acquistare strumenti professionali. Gli alimenti in lavastoviglie non solo cuociono, ma cuociono a temperature inferiori ai 75 gradi con risultati incredibili, che esaltano al massimo le proprietà organolettiche e donano consistenze che di solito si trovano solo nei ristoranti di alta cucina.

Per cuocere in modo sicuro è sufficiente chiudere bene gli alimenti in vasetti di vetro o sacchetti per il sottovuoto.

Ci consigli una ricetta facile facile per chi volesse sperimentare per la prima volta questo tipo di cottura?

Una ricetta semplicissima è il cuscus con ortaggi. Per prepararla vi servono un vasetto da 350 ml per ogni commensale. Mettete 50g di cuscus in ogni vasetto (di quello che cuoce rapidamente). Lavate e tagliate a dadini ortaggi di stagione e uniteli al cuscus. Vi consiglio a seconda delle stagioni fagiolini, zucchine, piselli, taccole. Unite del cipollotto fresco tagliato a rondelle. Completate con 50ml di brodo vegetale in ogni vasetto, un filo d’olio extravergine, sale e pepe. Mescolate e chiudete bene i vasetti. Disponeteli in lavastoviglie in mezzo ai piatti sporchi sfruttando gli angoli liberi. Inserite il detersivo nella vaschetta e avviate il lavaggio Intensivo. Al termine del lavaggio servite o riponete in frigorifero, anche per 3 giorni. Al momento di portare in tavola unite un cucchiaio di succo di limone in ogni vasetto, olio a crudo, sgranate il cuscus e gustate.

Cosa troveremo nel tuo prossimo libro?

Ho appena iniziato a lavorare al mio prossimo libro, non voglio rovinare la sorpresa, ma vi anticipo che fornirà preziosi consigli per produrre in casa in perfetto stile Ecocucina i prodotti che di solito si acquistano.

Fonte: www.ilconsapevole.it

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