Home»Città possibile»Svezia, il quartiere ecologico di Hammerby Sjöstad
Hammarby Sjstad eco-city

Hammarby Sjöstad, quartiere sostenibile di Stoccolma, è un progetto eco-friendly, che, una volta completato nel 2015, conterà 11.000 unità residenziali per più di 30.000 persone: l’obiettivo della sua pianificazione è stato quello di creare un ambiente basato sull’uso delle risorse ecosostenibili e rinnovabili, ove il consumo di energia e la produzione di rifiuti sono minimizzati ed il risparmio delle risorse, il riuso e il riciclo massimizzati. Hammarby Sjöstad, letteralmente significa “città sull’acqua” e fa di questo elemento anche la sua principale risorsa energetica. Il calore delle acque reflue trattate è utilizzato per il riscaldamento di acqua nel sistema di teleriscaldamento, il prodotto dello scarto serve invece per il sistema di raffreddamento. La vecchia area industriale su cui nasce è stata prima di tutto interamente bonificata, eliminando 130 tonnellate di olio e grassi e 180 tonnellate di metalli pesanti.

Per l’intero progetto del quartiere, che si sviluppa sulle sponde di un bel lago, sono stati imposti rigidi requisiti ambientali sugli edifici, sui sistemi tecnologici e sul sistema del traffico e chiunque vi vive fa parte di un ciclo ecologico.

Il forte investimento nel verde pubblico poi ha fatto si che parchi e giardini fossero uniti alla riserva di Nacka e alla foresta di Arsta, penetrando poi nel quartiere in forma di lunghi e verdi corridoi. Il disegno architettonico del quartiere è moderno e si focalizza su materiali salutari per l’uomo e sostenibili ambientalmente come vetro, legno, acciaio e pietra e prodotti ecocertificati, evitando i materiali contenenti sostanze tossiche.

L’acqua è considerata uno degli elementi più preziosi e dunque i suoi consumi sono stati ridotti a 150 litri annui a persona, grazie a speciali installazioni, come elettrodomestici di classe A e comunque viene riciclata in ogni modo. L’acqua piovana dalle strade è invece trattata localmente e viene raccolta e trattata in vari modi. È quello di far drenare l’acqua in speciali bacini, dove l’acqua rimane poi per diverse ore, per consentire la sedimentazione dei contaminati, e poi viene svuotata nei canali.

La fitodepurazione è utilizzata anche per produrre biogas: il materiale organico viene separato, portato ai grandi serbatoi di digestione e il biogas ottenuto in ultima fase è poi reso disponibile come combustibile per gli autobus urbani, gli autocarri dell’immondizia e i taxi. Il trasporto pubblico, viene infatti incentivato, con l’obiettivo di spingere l’80% dei residenti ad usare i mezzi pubblici, la bicicletta e il carpooling (auto di gruppo).

Non meno importante è l’esempio di come sia stato risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti organici, che vengono utilizzati come biomasse per produrre elettricità e riscaldamento. Questa pratica, molto comune in Svezia, consiste nel convogliare tutti gli scarichi domestici in enormi cisterne nel sottosuolo dove, una volta trattati e trasformati in liquami, vanno a formare il biogas, riutilizzato nelle cucine dei medesimi edifici.

Non c’è che dire, è sempre importante rendersi conto che tutti noi abbiamo un impatto sull’ambiente, e possiamo contribuire a ridurre l’impatto dal modo in cui viviamo, a partire dalla scelta dei modelli di trasporto per arrivare a quelli del consumo.

Fonte: www.ecoblog.it

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • WORLD NEWS
  • ECOLOGIA
  • ABOUT
  • CONTACT