Home»Foto»L’italiano medio? Molto pigro e poco sportivo
Italiano pigro

La Relazione sullo stato di salute ci descrive un popolo pieno di vizi, pigro, ma con una rilevante aspettativa di vita.

Martina Pennisi

Fumiamo (ancora) tanto, siamo (troppo) sedentari, ma abbiamo un’aspettativa di vita sempre più alta. Questo è l’identikit del cittadino italiano tipo, contenuto nella Relazione sullo stato di salute del paese 2009/2010 ( sul sito ufficiale tutto il materiale).

Partendo dalla faccia meno sorridente della medaglia, la dipendenza dalle sigarette coinvolge ancora il 22,8% dei nostri connazionali (il 31% degli uomini e il 17,4% delle donne), il 32,3% dei quali fra i 25 e i 34 anni. Il dato è in leggero calo. Prima della legge anti-fumo 3/2003 la percentuale era del 23,8%. Restringendo il campo d’analisi ai tumori, negli uomini il tabacco è responsabile del 91% di tutte le morti per cancro ai polmoni e nelle donne nel 55% dei casi, per un totale di 30mila decessi all’anno.

La cattiva abitudine del fumo, correlata a un’eccessiva sedentarietà, ci conduce al dato più importante, quello sulla mortalità. Nonostante questo dato sia in netta diminuzione – del 63% dagli anni ’70 – le malattie cardiovascolari hanno ucciso nel 2008 97.953 italiani, più dei 97.441 stroncati dai tumori. E il rapporto parla chiaro, mettendo attività fisica e abolizione del fumo (e corretta alimentazione) fra le prime azioni da intraprendere in chiave preventiva.

Divano e tv sono una tentazione troppo forte e la sedentarietà è al quarto posto fra le principali cause di morte dovute a malattie croniche, tre milioni di decessi all’anno. Secondo i dati Istat del 2010, a praticare sport con continuità è solo il 22% della popolazione. Il 10 e briciole per cento lo fa in modo saltuario e il 28,2% sostituisce lo sport con almeno due chilometri al giorno a piedi, in acqua o in bicicletta. Troppo poco: i pigri sono la bellezza del 38,3% (di questi, 42,8% le pigre).

C’è poco da stupirsi se saltando, neanche troppo, di palo in frasca si scopre che la metà dei bambini ha la televisione in camera e meno della metà delle mamme dei pargoli inattivi (43%) è conscia della necessità di dare una smossa alla situazione. Tutto ciò contribuisce al raggiungimento del 36,6% della percentuale dei sovrappeso, mentre gli obesi sono il 10,6%. Fra le cattive abitudini nostrane da citare anche la dipendenza da alcolici, in crescita fra i giovani sotto i 30 anni e strettamente correlata a un rilevante aumento dell’uso di stupefacenti (dal 5,7% del 1996 al 10% del 2008 fra chi beve).

La diminuzione della mortalità generale, dal 1980 si è quasi dimezzata, ci pone tuttavia fra i paesi con maggiore aspettativa di vita al mondo, 78,8 per gli uomini e 84,1 anni per le donne, e ha portato al raggiungimento del traguardo dei 60 milioni di abitanti, (60.626.442 al 1° gennaio 2011), il 20,3% dei quali ha più di 65 anni.

Fonte: www.wired.it

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