Home»Ecologia»Il 2011 di Greenpeace Italia
Greenpeace - Artic Sunrise

Giuseppe Onufrio (*)

Come un cerchio che si chiude. Questo è stato il 2011 per Greenpeace Italia. Siamo nati con azioni di protesta contro il nucleare e quest’anno abbiamo festeggiato 25 anni con la vittoria al referendum che ha fermato per sempre il nucleare in Italia.

Sono grato a tutti i nostri sostenitori: alcuni di voi ci sono accanto da 25 anni e possono riconoscere che la campagna referendaria è stata in assoluto il più grande sforzo organizzativo, economico e di mobilitazione che abbiamo mai fatto negli ultimi anni. Attraverso attività online, azioni clamorose, la partecipazione dei nostri volontari, di tanti testimonial e il sostegno dei nostri donatori siamo riusciti a raggiungere il grande pubblico e a dare il nostro contributo alla vittoria referendaria, in una situazione di totale deficit di informazione sui principali canali televisivi.

Questa vittoria in Italia si inquadra in un cambiamento di prospettiva più generale, su cui certamente ha influito il disastro di Fukushima: in Germania è stata decisa la chiusura del nucleare – ribaltando la decisione del governo – e lo stesso è accaduto in Svizzera, dove è stato cancellato il piano di sostituzione delle centrali. E in entrambi questi paesi Greenpeace  ha portato avanti una campagna martellante contro il nucleare.

Solo poche settimane fa è arrivata un’altra vittoria importante, dopo un anno di campagna e 700 mila persone mobilitate online in tutto il mondo, Facebook si è impegnato a diventare più verde. Greenpeace Italia ha avuto un ruolo decisivo, grazie a tutti i nostri sostenitori online, che condividono i nostri ideali e che concretamente diffondono le nostre battaglie nella rete. 

Il gigante di Internet ha accettato di rivedere la sua politica di approvvigionamento energetico e scegliere, progressivamente, fornitori di elettricità da fonti rinnovabili.

Quando su un tema, come la salvaguardia del clima globale, la politica arranca, le scelte di grandi aziende sono un altro modo per dare contributi concreti e segnali di cambiamento. Davanti a un colosso economico come Facebook la vostra partecipazione attiva è stata la nostra forza.

Nel corso del 2011 è arrivato tra noi anche il nuovo “Guerriero dell’arcobaleno”. Siamo riusciti a costruire e varare la Rainbow Warrior III grazie a oltre 100 mila persone che hanno donato il loro contributo economico. Mentre scrivo sta già navigando nell’oceano, in azione contro i crimini ambientali, che con il tuo aiuto, ancora una volta, riusciremo a contrastare. Cambiare è possibile, ma occorre agire; Greenpeace lo fa grazie al sostegno di migliaia e migliaia di cittadini. Il futuro del Pianeta è nelle tue mani.

(*) Direttore esecutivo di Greenpeace Italia 

Fonte: www.greenpeace.org/italy

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