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La centrale atomica di Nogent-sur-Seine

Attivisti dell’organizzazione ambientalista sono entrati nella notte all’interno dell’impianto di Nogent-sur-Seine. Imbarazzo nel governo: “Vuol dire che qualcosa non ha funzionato”.

Un gruppo di attivisti di Greenpeace si è introdotto stamani all’alba nella centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, a 95 chilometri a sudest di Parigi, per dimostrare che “il nucleare sicuro non esiste”. “Semplici militanti, con intenzioni pacifiche, sono riusciti con pochi mezzi a raggiungere il cuore di una centrale nucleare. Questa azione – scrive l’organizzazione ambientalista in un comunicato – dimostra quanto le centrali nucleari francesi siano vulnerabili”. 

Il Cucù di Greenpeace nel cuore della centrale nucleare

“L’obiettivo era dimostrare quanto sia facile arrivare al cuore di un reattore”, ha aggiunto un’esperta nucleare dell’organizzazione ambientalista, Sophia Majnoni. Nel mirino di Greenpeace la valutazione dei pericoli data dal governo francese che “non tiene conto dei rischi già individuati in passato e e non impara dalle lezioni di Fukushima”. La scelta è caduta sull’impianto di Nogent-sur-Seine, gestito dalla Edf, perché è il più vicino a Parigi, ha spiegato ancora l’organizzazione. In realtà nella scelta è probabile che abbia contato anche la voglia di rivincita di Greenpeace contro il colosso energetico francese che proprio poche settimane fa è stato condannato 1 per aver spiato illecitamente gli attivisiti dell’associazione, violandone i computer.

Il blitz ha messo in forte imbarazzo il governo francese. “Se l’inchiesta confermerà” che Greenpeace è entrata in una centrale nucleare, ha commentato il ministro dell’Industria Eric Besson, “vuol dire che qualcosa non ha funzionato e bisognerà prendere delle misure perché non succeda di nuovo”. Per Henri Guaino, consigliere speciale del presidente Nicolas Sarkozy, è stato un gesto “irresponsabile” da parte dei militanti, che deve “comunque far riflettere sulla sicurezza degli accessi alle centrali nucleari. Bisognerà trarne le conseguenze”. “Non si può consentire che chiunque entri così facilmente in una centrale nucleare”, ha aggiunto Guaino.

Edf dal canto suo ha cercato di ridimensionare l’episodio sostenendo che gli attivisti “erano stati immediatamente avvistati dai sistemi di sicurezza e sono stati sempre seguiti, senza che si decidesse di usare la forza”. Dopo il loro gesto dimostrativo sono stati “fermati con calma” dai gendarmi che proteggono l’impianto.

Tentativi di intrusione da parte dei militanti ecologisti di Greenpeace sono stati registrati in nottata anche in altre due centrali francesi, a Blaye, nel sud-ovest, e a Cadarache, nel sud-est del paese. Gli ambientalisti, armati di scale e striscioni, sono stati fermati nei pressi della centrale. 

In Francia il dibattito sulla sicurezza degli impianti atomici e l’opportunità di restare vincolati all’energia nucleare è tornata prepotenetmente di attualità dopo la catatrofe di Fukushima e il referendum italiano. Rompendo quello che è stato a lungo un tabù, il Partito socialista ha stilato recentemente un accordo programmatico con i Verdi 2 in vista delle presidenziali della prossima primavera che prevede un’uscita graduale dal nucleare.

Fonte: www.repubblica.it

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