Home»Ecologia»Breve guida alla termografia e certificazione energetica degli edifici
Termografia edifici

Mentre la Commissione Europea ha richiamato l’Italia, a causa dell’inottemperanza della normativa pertinente al rendimento energetico degli edifici, Legambiente ha promosso la campagna Tutti in classe A, che propone al mercato edilizio di divenire il settore di punta dell’innovazione energetica. A partire dall’osservazione che gli edifici in Europa consumano il 40% dell’energia e producono il 36% delle emissioni di CO2, l’indagine di Legambiente , basata sull’utilizzo dell’analisi termografica, ha rilevato che la quasi totalità degli edifici censiti in Italia (100 in 15 Comuni), presentano carenze strutturali relative alle dispersioni.

L’analisi è stata condotta su edifici costruiti negli ultimi dieci anni, un periodo che noi non potremmo sicuramente definire come buio rispetto alla conoscenza tecnica e normativa dell’efficienza energetica. Unica città “premiata” è Bolzano, che attraverso nuovi modelli costruttivi non solo ha raggiunto ottimi livelli di isolamento dell’involucro edilizio ma è divenuta protagonista attiva nel ciclo di produzione di energia a basso impatto ambientale.

Ciò che emerge è la necessità di riqualificazione dei nostri edifici, con la proposta di riqualificazione e innovazione per migliorare non solo gli edifici ma la loro vivibilità. Un edificio termicamente stabile ed energeticamente sostenibile non significherebbe solo un risparmio sui combustibili ma al contempo un impulso al mercato edile e migliori investimenti per le famiglie italiane. Perché oggi, non c’è motivo di credere che costruire in classe A sia prerogativa di pochi.

Ad oggi, un edificio termicamente stabile possiede chiare definizioni quantitative e qualitative, che si possono sintetizzare in:

fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento, la ventilazione e l’illuminazione < 100 kWh/(m2-a)

fabbisogno termico <40 kWh/m2-a (CasaClima A ha un fabbisogno energetico inferiore a 30 kWh/m²a / Casa da 3 litri )

fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento, la ventilazione e l’illuminazione: < 100 kWh/(m2-a)

eccellente isolamento termico dell’involucro edilizio

assenza di raffreddamento attivo dell’intero edificio

illuminazione naturale ottimizzata

integrazione delle energie rinnovabili nel contesto energetico.

Particolare attenzione dovrebbe essere posta all’involucro dell’edificio, poiché la presenza di ponti termici causa forti perdite di calore.

Si ha un ponte termico dove il comportamento termico di una parte dell’edificio è differente in modo significativo rispetto a quello delle parti circostanti. La conseguenza è la perdita di comfort termico, riduzione della capacità isolante delle pareti, deterioramento dei materiali della struttura, condensazione superficiale e formazione di muffe.

Questo può succedere a causa di una scadente prestazione dell’isolamento, di una sua erronea progettazione, con la conseguente diminuzione di temperatura interna dell’abitazione, che può arrivare al 30%. I ponti termici si trovano in corrispondenza di travi, pilastri, balconi, davanzali, serramenti, difformità e discontinuità della struttura o dell’isolamento. Ove i punti critici possono essere sintetizzati in:

I pilastri e le travi nelle strutture in c.a.

I pavimenti appoggiati a terreno

Le parti dei serramenti a contatto con le pareti

Le tramezze nel caso di isolamento dall’interno

I cassonetti delle finestre

La metodologia utilizzata per la diagnostica di Legambiente e dal settore edilizio odierno, è l’indagine termografica, con la quale vengono evidenziati i difetti termici e le dispersioni di calore, sia degli edifici residenziali che quelli pubblici.

Questo metodo di determinazione della temperatura superficiale consente anche di valutare le strutture, gli impianti nascosti e i difetti di costruzione, oltre al fatto di essere finalizzata alla rivelazione di ponti termici che causano le dispersioni. Questa tecnologia inoltre non è distruttiva e altamente efficace anche per valutare piccolissime differenze di temperatura e danni localizzati e permette ai certificatori, al fine di eseguire certificazioni corrette, di stabilire i punti critici della struttura.

L’indagine termografica viene svolta nella stagione invernale, poiché c’è una significativa differenza tra temperatura interna ed esterna. I sui costi possono variare in modo considerevole, con un costo medio sui 400 euro per una casa unifamiliare.

Fonte: www.ecoblog.it

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