Home»Ecologia»Regione Puglia: i rifiuti saranno bruciati da nuovi inceneritori
Regione Puglia e inceneritori

La Regione Puglia rispetto alla gestione del ciclo dei rifiuti sembra aver abbandonato il criterio della differenziazione e riciclo. Leggo da Altroconsumo (nel numero di dicembre in edicola) che sono in costruzione sei nuovi impianti per l’organizzazione dell’incenerimento a opera della Cogeam (Gruppo Marcegaglia) che così li descrive:

impianti complessi per la gestione unitaria del ciclo dei rifiuti urbani in ambito territoriale. L’affidamento del pubblico servizio di gestione degli impianti, della durata di 15 anni, riguarderà i seguenti bacini: Bari 4, Bari 5, Foggia, Lecce, Lecce 2 e Lecce 3.

Tratteranno 900mila tonnellate di rifiuti ossia 450mila tonnellate di CDR.

Se per caso vi chiedete cosa abbia da rispondere il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola nonché presidente del partito Sinistra ecologia e libertà vi dico subito che se ne lava le mani. E risponde ufficialmente e bassolinianamente dalle pagine del suo blog:

In relazione all’articolo apparso oggi sul sito www.italiaterranostra.it, dal titolo ‘Vendola autorizza illegalmente l’inceneritore di rifiuti Marcegaglia’, a firma di Isa Antonacci e Maria Rosaria Fergola, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sta valutando la possibilità di adire le vie legali a causa della totale infondatezza delle notizie pubblicate. L’impianto, funzionale alla chiusura del ciclo dei rifiuti, nasce nel 2003 (contratto di programma tra Comune e Regione). L’iter per l’autorizzazione è stato caratterizzato dalla più ampia trasparenza ed è stato consentito l’accesso alle conferenze dei servizi a tutti i soggetti che hanno manifestato interesse (ivi compresa l’associazione di giovani che, pur essendo stata invitata, non ha partecipato ai lavori). Sulle conclusioni dell’iter è stato ottenuto il parere favorevole della maggioranza qualificata dei partecipanti ed anche chi ha espresso parere negativo ha apprezzato l’atteggiamento della Regione nella conduzione del procedimento e nell’adozione di numerosissime prescrizioni per la tutela dell’ambiente (è tutto riportato agli atti). 

Scrive Infosannio:

La Puglia ha scelto di “investire” sul ciclo dei rifiuti, non per ridurli ma per bruciarli. Mentre la raccolta differenziata langue sotto il 20 per cento (18,01% il dato medio nel 2011), sono quasi ultimati i lavori per la realizzazione dei 6 impianti che trasformeranno i rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti (Cdr).

C’è poi l’inceneritore sotto sequestro del cantiere di Modugno ne scrivevo qui; a Massafra c’è l’inceneritore gestito da Appia Energy (Gruppo Marcegaglia) che brucia 25mila tonnellate; 98mila tonnellate saranno bruciate nell’inceneritore che sta costruendo a Cerignola la Eta Spa (Gruppo Marcegaglia); altri rifiuti vanno nei forni del cementificio Barletta (Bat), gestito da Buzzi Unicem che diventa così co-inceneritore; a Taranto non bastasse l’Ilva il cementificio Cementir (gruppo Caltagirone) aiutato dai fondi Bei (Banca europea d’investimenti) sarà convertito per bruciare rifiuti.

Scrive Altroconsumo:

Per questo siamo stati a Conversano e Mola di Bari, due dei 21 Comuni del bacino BA5. Obbligati, per legge, a conferire a Cogeam almeno 470 tonnellate di rifiuti al giorno. Ogni tonnellata frutterà 125,76 euro a Cogeam, 21,5 milioni di euro all’anno.

Fonte: www.ecoblog.it

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